Siria: gruppo di rifugiati rimpatriato dal Libano

Pubblicato il 29 luglio 2018 alle 13:07 in Libano Siria

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Centinaia di rifugiati siriani hanno fatto ritorno nel loro Paese dal Libano, sabato 28 luglio, tramite un convoglio di pullman organizzato da entrambi i governi siriano e libanese, nel contesto degli sforzi di Beirut per accelerare il rimpatrio dei rifugiati nelle zone in cui il conflitto è stato sedato.

Secondo quanto riferito dall’emittente televisiva nazionale siriana, nella giornata di sabato 28 luglio sono stati circa 1.200 i rifugiati siriani che hanno preso parte alle manovre di rimpatrio dal Libano, e che stanno adesso facendo ritorno alle proprie case. Le immagini andate in onda in un servizio sulla TV statale libanese, come pure quelle del canale privato al-Jadeed, hanno mostrato pullman carichi di rifugiati fermi al valico della frontiera tra i due Paesi mediorientali. Si tratta dell’ultimo di una recente serie di rimpatrio organizzati in cooperazione da Beirut e Damasco.

Il responsabile della sicurezza in Libano, Abbas Ibrahim, ha affermato: “Il periodo a venire testimonierà il ritorno di centinaia di migliaia di rifugiati ora stanziati in Libano”. Tali parole sono state riferite dal canale televisivo di proprietà del gruppo paramilitare Hezbollah, al-Manar TV.

Nell’ultima settimana di luglio, un importante funzionario della Russia, alleata del regime siriano di Assad, si è recato a Beirut per discutere un piano atto a permettere un rimpatrio di massa dei rifugiati, e a margine di tale incontro è stato dichiarato che oltre 1,7 milioni di siriani sfollati saranno in grado di tornare in Siria molto presto. Le Nazioni Unite, tuttavia, sostengono che in Siria non ci siano ancora le condizioni di sicurezza necessarie a permettere un rimpatrio prudente dei cittadini.

Già nella giornata di giovedì 28 giugno, centinaia di rifugiati siriani avevano iniziato a tornare a casa dalla città di confine di Arsal, in Libano, nell’ambito di un’operazione coordinata tra le autorità di Beirut e Damasco. Il primo luglio, Hezbollah aveva annunciato che avrebbe creato un meccanismo di rimpatrio dei rifugiati siriani stanziati in Libano verso le zone controllate dal regime siriano, e che ciò sarebbe avvenuto in coordinazione con il governo di Beirut.
In precedenza, nel corso dei primi mesi del 2018, circa 500 rifugiati avevano già lasciato la regione meridionale del Libano per fare ritorno in Siria, in una mossa organizzata fianco a fianco da Beirut e da Damasco. Inoltre, molte migliaia di rifugiati avevano già fatto ritorno in Siria in anni recenti su base spontanea e volontaria. Nei primi mesi del 2018, oltre 920mila persone sono state sfollate in Siria; ciò rappresenta il culmine dello sfollamento di civili nell’ambito della guerra civile del Paese.

Il Libano ospita, allo stato attuale, quasi un milione di rifugiati siriani fuggiti dalla guerra civile, iniziata nel loro Paese il 15 marzo 2011. Tuttavia, secondo le autorità libanesi, il numero effettivo di rifugiati accolti da Beirut è in realtà molto più grande. Sono sempre più insistenti le richieste avanzate dal governo del Libano di iniziare il rimpatrio dei siriani, e nella giornata di venerdì 29 giugno, Hezbollah, potente movimento libanese politico e paramilitare di religione sciita, aveva annunciato di voler prendere parte a tale manovra.  I combattenti di Hezbollah hanno svolto un ruolo di primo piano anche nelle dinamiche della guerra civile in Siria, in quanto, insieme agli aerei da guerra russi, hanno contribuito ad aiutare il regime del presidente Bashar al-Assad, anch’esso sciita, a riconquistare ampie porzioni del territorio siriano, caduto sotto il controllo dei ribelli da una parte, e dello Stato Islamico dall’altra.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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