Mali: popolo alle urne per eleggere nuovo presidente

Pubblicato il 29 luglio 2018 alle 12:36 in Africa Mali

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Il popolo del Mali si recherà alle urne, domenica 29 luglio, per decidere se rieleggere o meno l’attuale presidente, Ibrahim Boubacar Keita, per un secondo mandato, nonostante dall’inizio della sua presidenza le violenze jihadiste ed etniche nel Paese siano peggiorate.

Alle elezioni di domenica 29 luglio parteciperanno circa 8 milioni di persone. Le urne sono state aperte alle 8 di mattina ora locale e chiuderanno alle 18. Tra i candidati dell’opposizione figurano uomini d’affari, un astrofisico e solo una donna.

Due dozzine di candidati all’elezione stanno contestando la presidenza di Keita. Sin dalle ultime elezioni, avvenute nel 2013, il Mali è stato spezzato dalla ribellione Tuareg e dalla militanza islamista, nelle sue zone centrali e settentrionali. Secondo i dati riportati dal sito della società civile Malilink, nei 3 anni passati gli attacchi dei jihadisti si sono triplicati e le morti violente sono raddoppiate. Gli islamisti si sono diffusi dall’area settentrionale del Paese fino al centro, colpendo altresì la capitale, Bamako, e le nazioni limitrofe del Mali. L’insicurezza è tale che in alcune parti del Paese il voto non avverrà, e la missione osservatrice dell’Unione Europea ha fatto pressioni sul governo, sabato 28 luglio, per pubblicare una lista di quei posti che non potranno votare e per sedare i sospetti di “urne fittizie” da parte di alcuni candidati.

Il principale rivale di Keita, Soumaila Cisse, in un comizio davanti ai suoi sostenitori, avvenuto venerdì 27 luglio, ha promesso un nuovo inizio per il Mali. “Il popolo vuole un cambiamento. Questo governo è stato un errore che dimenticheremo” ha dichiarato. Da parte sua, parlando ai cittadini, l’attuale presidente ha dichiarato che la pace nel Paese è già stata raggiunta e che, viaggiando per il Mali, non ha mai provato paura. Sotto il governo di Keita, la crescita del Paese si è assestata a una media del 5%, sono fiorite le esportazioni di oro, cotone e alimenti di base come il riso, ma l’insicurezza ha rovinato l’effetto di tali successi.

Nonostante tali problematiche, l’afflusso alle urne è stato pacifico e giudicato come libero e giusto dagli osservatori. Nonostante ciò, secondo Reuters c’è ancora il timore che questa elezione sarà più contestata che quelle del passato. I candidati dell’opposizione hanno protestato fortemente contro la lista elettorale, e Cisse ha comunicato ai suoi sostenitori, in occasione del suo ultimo comizio, che il governo sta pianificando di appropriarsi delle elezioni. “Abbiamo scoperto dell’esistenza di una frode imponente, di un governo che bara” ha spiegato l’uomo. Sabato 28 luglio, il primo ministro del Mali, Soumeylou Boubeye Maiga, ha incontrato i candidati dell’opposizione in seguito alle loro lamentele relative alla lista elettorale, sollecitandoli a confidare nel processo. “Credo che siamo tutti d’accordo nel dire che non potremo ottenere una elezione perfetta, ma possiamo avere una elezione accettata da tutti” ha chiarito l’uomo.

Le Nazioni Unite e la Francia, che hanno entrambe ampiamente investito nello spiegamento di truppe sul territorio malese e hanno stanziato fondi per cercare di stabilire il Mali, stanno aumentando le pressioni su entrambe le parti, per far sì che non venga permesso che le dispute si trasformino in violenze. In una dichiarazione rilasciata sabato 28 luglio, il portavoce per il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha sollecitato tutti gli attori politici malesi a impegnarsi per rendere il processo di queste elezioni pacifico, libero e trasparente, risolvendo qualsivoglia alterco seguendo i dettami della legge.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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