Israele: arrestati 2 italiani nel giorno del rilascio di Ahed Tamimi

Pubblicato il 29 luglio 2018 alle 11:42 in Italia Palestina

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Sabato 28 luglio, la polizia di confine israeliana ha arrestato 2 graffitisti italiani che stavano dipingendo un murale su una barriera di separazione a Betlemme, in Cisgiordania, dedicato ad Ahed Tamimi, la ragazza palestinese arrestata dalle truppe israeliane e rilasciata domenica 29 luglio.

L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha pubblicato un post su Twitter dove ha comunicato che le forze israeliane avevano arrestato i 2 artisti italiani insieme a un palestinese che era con loro. Il portavoce della Polizia di Confine ha spiegato che i 3 hanno cercato di scappare in macchina per allontanarsi dall’area. Uno degli artisti, identificato con il nome di Agostino Chirwin, era stato visto dipingere il murales con una maschera sul volto, mercoledì 25 luglio. L’altro graffitista arrestato è Jorit Agoch, di origini olandesi ma residente a Napoli.

Ahed Tamimi era stata incarcerata per aver assalito con calci e schiaffi un soldato israeliano, il 15 dicembre 2017. Le truppe di Israele avevano individuato la ragazza poiché la mamma, che era stata incarcerata con la figlia, aveva condiviso il video dell’accaduto su Facebook.

La Tamimi era stata accusata di 12 crimini dal tribunale militare israeliano di Ofer, a Ramallah, 2 settimane dopo il suo arresto. A marzo, le due donne avevano deciso di patteggiare, ammettendo di aver assalito il soldato israeliano, di aver incitato alla violenza e di aver importunato i soldati in altre 2 occasioni. Tuttavia, la versione di Ahed Tamimi, da lei comunicata in tribunale durante un’udienza, a dicembre 2017, era diversa: i soldati nel video avevano sparato a suo cugino con un proiettile di gomma, un’ora prima dell’incontro filmato.

L’arresto della giovane palestinese aveva suscitato la reazione del popolo palestinese, che aveva elevato la Tamimi a eroe nazionale e simbolo della resistenza. Dopo il suo arresto, in numerose città erano stati organizzati comizi per richiedere il suo rilascio. Tuttavia, Israele aveva accusato la famiglia Tamimi di utilizzare la ragazza come una pedina. Numerosi gruppi di attivisti umani avevano criticato la detenzione prolungata della Tamimi. In questo contesto, il giorno in cui era stata comunicata la sentenza, mercoledì 21 marzo, la vice presidente di Amnesty International per il Medio Oriente aveva dichiarato: “Condannando Ahed a 8 mesi di prigione, le autorità israeliane hanno dimostrato ancora una volta di non avere nessun rispetto per i diritti dei bambini palestinese e di non avere alcuna intenzione di cambiar le loro politiche discriminatorie. Secondo la Convenzione sui diritti dell’infanzia, di cui Israele è uno dei firmatari, l’arresto, la detenzione o l’imprigionamento di un bambino devono essere utilizzati soltanto come ultima possibilità e per il minore tempo possibile”.

A giugno, una commissione per la libertà condizionale aveva respinto una petizione che richiedeva il rilascio anticipato della ragazza. Inoltre, i funzionari del servizio di sicurezza Shin Bet hanno spiegato che la scarcerazione della Tamimi avrebbe potuto esacerbare le tensioni in Cisgiordania. Gli stessi funzionari hanno altresì sottolineato che la ragazza non ha ancora espresso alcun segno di rimorso per le azioni che hanno portato alla sua incarcerazione. Ahed Tamimi è stata rilasciata domenica 29 luglio, dopo aver scontato una pena di 8 mesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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