Immigrazione: nave tunisina con a bordo 40 migranti in stallo dal 15 luglio

Pubblicato il 28 luglio 2018 alle 8:35 in Immigrazione Tunisia

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I 40 migranti soccorsi dalla nave tunisina Sarost 5 la scorsa settimana si trovano ancora in una situazione di stallo in mare, dal momento che le autorità di Tunisi non hanno dato loro il permesso di sbarcare.

L’organizzazione non governativa Forum tunisino per i diritti economici e sociali (Ftdes) ha chiesto al governo del Paese nordafricano di rispondere alla richiesta di soccorso, per poter far sbarcare gli stranieri nel porto di Zarzis, affinché ricevano assistenza medica. In un comunicato rilasciato la sera di giovedì 26 luglio, la ong ha evidenziato la difficile situazione umanitaria in cui si trovano i miranti a bordo della nave, il cui capitano si sta rifiutando di accettare qualsiasi aiuto esterno per aumentare la pressione sulle autorità tunisine. Nonostante ciò, sarebbero 13 giorni che l’imbarcazione si trova in stallo in mare.

Il comunicato del Forum riferisce che “l’Europa sta applicando la politica del fatto compiuto per quanto riguarda le piattaforme di accoglienza dei migranti in Tunisia, rifiutandosi di aprire loro le porte e imponendo una politica sistematica di sanzioni contro tutti coloro che prendono parte alle operazioni di soccorso, attraverso restrizioni sull’azione di imbarcazioni di salvataggio delle organizzazioni umanitarie”. Alla luce di ciò, l’on condanna le politiche europee, definite “disumane”, in quanto l’Unione Europea si sta rifiutando di assumersi le proprie responsabilità.

Per cambiare la situazione, il Forum esorta i Paesi europei a osservare le leggi marittime, gli accordi internazionali di SAR, ricerca e soccorso in mare, dal momento che il costo umano delle politiche migratorie europee è una “continua vera tragedia”.

Secondo quanto riferito dalla Ong “Forum tunisino per i diritti economici e sociali”, nel 2017, sono stati 9.329 i migranti tunisini che hanno tentato di raggiungere l’Italia. Di questi, il 66% è riuscito ad arrivare sulle nostre coste, mentre il restante 34% è stato bloccato dalle autorità di Tunisi. Il rapporto della Ong ha formulato tali stime basandosi sui dati del Ministero dell’Interno italiano, dell’a UN Refugee Agency (UNHCR) e sui comunicati del Ministero dell’Interno tunisino. Nel 2018, i tunisini costituiscono la principale nazionalità di migranti giunti nel nostro paese, con una cifra pari a 3.166 dal primo gennaio al 23 luglio 2018. Secondo il Viminale, l’anno scorso sono sbarcati illegalmente in Italia complessivamente 6.151 tunisini. In particolare, la maggioranza degli arrivi si è verificata a partire dai mesi estivi, in concomitanza ad una drastica diminuzione di sbarchi dalla Libia, principale porto di partenza dei migranti del Nord Africa. La stretta collaborazione tra il governo di Tripoli e l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea, ha fatto sì che, dopo il picco di giugno 2017, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23.526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio 2017, si è passati a 11.459 a luglio, e a 3.918 ad agosto. La limitazione dei flussi dalla Libia, tuttavia, ha riattivato nuove tratte dalla Tunisia e dall’Algeria. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), soltanto nel mese di settembre 2017, 1.400 tunisini sono arrivati in Italia. Tali cifre hanno indicato un fenomeno in crescita dal momento che, da gennaio ad agosto dell’anno passato, il numero totale di migranti tunisini era stato 1.357.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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