Yemen: presunto attacco Houthi ad Abu Dhabi

Pubblicato il 27 luglio 2018 alle 16:34 in Emirati Arabi Uniti Yemen

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I ribelli Houthi hanno dichiarato di aver attaccato l’aeroporto internazionale di Abu Dhabi, il 27 luglio. Secondo il canale televisivo del gruppo, al Masirah, un drone Sammad-3 avrebbe lanciato 3 attacchi nella capitale degli Emirati Arabi Uniti (UAE). Al momento non è chiaro se ci siano stati danni o feriti. Da parte sua, laeroporto di Abu Dhabi ha twittato riguardo un incidente con un veicolo di rifornimento, il quale sembrerebbe non aver influenzato le attività di routine della struttura. Non ci sono ancora informazioni riguardo al collegamento tra i 2 eventi. Smentendo quanto riportato dagli Houthi, un funzionario degli UAE ha riferito allagenzia stampa Reuters che lattacco dichiarato non si è verificato.

Una fonte militare della fazione ribelle in Yemen, invece, afferma che il drone armato ha volato per 1.500 km prima di raggiungere laeroporto emiratino. Il generale Abdullah al-Jafri, portavoce Houthi, ha dichiarato che laggressione ha dimostrato che il movimento anti-regime dello Yemen è in grado di lanciare attacchi contro infrastrutture civili, vitali per la coalizione militare guidata dagli UAE e dallArabia Saudita. Nonostante la smentita emiratina, diverse persone sui social media hanno riportato la presenza di molti ritardi presso laeroporto di Abu Dhabi. Il portavoce Houthi, Mohammed Abdul-Salam ha affermato: Non capiamo il clamore che si crea quando si parla delle nostre offensive. Siamo in uno stato di guerra. Noi siamo attaccati ogni giorno. La nostra popolazione viene massacrata ogni giorno. Le nostre città, i nostri aeroporti sono presi di mira dalla coalizione a guida emiratina e saudita. Quindi, perché sono sorpresi da un nostro attacco verso le loro posizioni?.

Il presunto attacco dei ribelli yemeniti è avvenuto il giorno seguente all’offensiva Houthi contro 2 petroliere saudite nel Mar Rosso. Tale aggressione aveva già spinto Riyadh a sospendere temporaneamente il trasporto di greggio attraverso lo stretto di Bab al-Maandeb. Gli Houthi, i quali controllano gran parte dello Yemen del nord, hanno dichiarato apertamente di considerare Abu Dhabi, membro della coalizione sostenuta dallOccidente, un obiettivo per i loro missili. Alla luce di ciò, è importane menzionare il fatto che gli Emirati Arabi Uniti dispongono di un avanzato sistema di intercettazione missilistica, il Theatre Area High Altitude Defense (THAAD), il quale è progettato per distruggere missili a corto e medio raggio.

Dalle informazioni a disposizione è difficile affermare con certezza se lattacco si sia verificato o meno.

Nel conflitto yemenita si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’esistenza di gruppi secessionisti e dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. L’Arabia Saudita ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento di armi ai ribelli yemeniti, nonostante, da parte sua, Teheran abbia più volte respinto tali accuse. Sia la coalizione araba, sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

I ribelli Houthi controllano la città di Hodeida e il suo porto dal 2014. Il 13 giugno, gli Emirati Arabi Uniti e i suoi alleati, inclusa l’Arabia Saudita, avevano lanciato una massiva operazione militare, chiamata “Golden Victory”, per riprendere il controllo dell’area. Le truppe avevano conquistato l’aeroporto di Hodeida, il 19 giugno, ne avevano preso ufficialmente il controllo il giorno dopo, consolidando la propria presenza nel centro urbano, e, ad oggi, continuano a combattere per eliminare la presenza dei ribelli dall’area. Il capo dei ribelli Houthi in Yemen, Abdul Malik al Houthi, il 18 luglio, ha dichiarato di essere pronto a consegnare alle Nazioni Unite il controllo del porto di Hodeida, nel caso in cui la coalizione a guida saudita fosse disposta ad interrompere la sua offensiva.

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Alice Bellante

di Redazione

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