La Macedonia dà il via ai negoziati di adesione alla NATO

Pubblicato il 27 luglio 2018 alle 14:18 in Balcani NATO

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Una delegazione della NATO, guidata da James McKee, direttore per gli Affari europei e globali, è arrivata a Skopje, il 25 luglio, per dare l’avvio formale ai colloqui di adesione della Macedonia all’Alleanza Atlantica. Durante l’incontro, si è discusso degli aspetti politici, di sicurezza e di difesa dei negoziati di adesione, che, stando a quanto ha affermato McKee, dovrebbero concludersi entro il prossimo anno e mezzo. Alla conferenza stampa congiunta con Stevo Pendarovski, coordinatore nazionale della Macedonia per la NATO,  McKee ha dichiarato di che il Paese potrebbe diventare il trentesimo membro della NATO entro i prossimi 18 mesi. Il rappresentante della NATO ha però ricordato che l’ingresso della Macedonia nell’Alleanza Atlantica potrà avvenire solo quando tutti gli altri Stati membri avranno ratificato la decisione di adesione e solo una volta completate le procedure interne, come l’implementazione del patto con la Grecia, firmato da Zoran Zaev e Alexis Tsipras il 17 giugno.

Secondo quanto disposto dall’accordo con Atene, in cambio della decisione della Macedonia di cambiare il suo nome in “Repubblica della Macedonia del Nord”, la Grecia ha acconsentito di sollevare il veto sul suo ingresso nella NATO e nell’Unione Europea. In seguito a ciò, il 12 luglio la NATO ha invitato Skopje ad avviare i colloqui di adesione, che sono iniziati il 25 luglio. Per diventare un membro a pieno titolo, la Macedonia deve dare all’accordo piena effettività, ratificandolo attraverso un referendum.

L’organizzazione di tale consultazione, dopo aver vissuto un periodo di stallo nelle scorse settimana, sembra ora procedere speditamente. Proprio il 25 luglio, il Parlamento macedone ha votato la nomina di una nuova commissione elettorale, responsabile dell’organizzazione del referendum. Ciò è avvenuto dopo quasi un mese di trattative che hanno visto il principale partito di opposizione, VMRO-DPMNE, bloccare continuamente la nomina dei membri della commissione. Il partito, fin da subito contrario al patto con la Grecia, tanto da considerarlo una “capitolazione nazionale”, ha sollevato il blocco delle nomine in cambio della disponibilità del Governo ad approvare un progetto di legge che garantisca la formazione di un governo tecnico 100 giorni prima della consultazione, per assicurarne l’equità e la regolarità. In merito alle tempistiche, il Governo si è detto intenzionato ad andare al voto in autunno, così da riuscire ad adottare, entro fine anno, i cambiamenti costituzionali richiesti. Ciò è coerente con quanto espresso da Pendarovski, che ha affermato di voler completare i negoziati di adesione entro fine anno, sottolineando che il compito principale del Governo è ora quello di implementare l’accordo con Atene.

Sebbene la Macedonia sia entrata nel vivo dell’organizzazione del referendum, non è stata ancora trovata un’intesa sulla richiesta chiave del Governo , che vorrebbe che l’opposizione esortasse i suoi elettori a partecipare al voto. Ciò costituisce un punto cruciale per il successo della consultazione, e di conseguenza per l’adesione alla NATO. Molti osservatori sostengono che, senza la partecipazione dell’opposizione, sarebbe complicato raggiungere la soglia di partecipazione del 50% degli elettori.

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Cristina Lipari

di Redazione

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