Immigrazione al centro delle linee programmatiche del dicastero di Salvini

Pubblicato il 27 luglio 2018 alle 6:01 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha esposto le linee programmatiche del proprio dicastero di fronte alla commissione Affari Istituzionali di Camera e Senato. I filoni principali sui quali il capo del Viminale sta lavorando riguardano immigrazione, sicurezza, soccorso pubblico e difesa civile e ordinamento degli enti locali.

Per quanto riguarda l’immigrazione, l’obiettivo principale di Salvini è il contenimento dei flussi migratori. I dati del Ministero dell’Interno dimostrano che, anche durante il mese di luglio, è stato confermato il trend in discesa dei flussi, iniziato esattamente un anno fa. Dal primo gennaio al 26 luglio 2018 sono sbarcati in Italia 18.130 migranti, una cifra pari all’80% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, in cui giunsero via mare nel nostro Paese 94.448 stranieri. Il capo del Viminale ha spiegato che il cambio di passo di governo è radicale. A suo avviso, i flussi devono essere intercettati prima della partenza, e persino del transito. “Le frontiere italiane devono essere seriamente considerate non più solo come confini nazionali, come confini dell’Europa intera”, ha affermato Salvini, secondo cui è necessaria una difesa collettiva da parte delle Istituzioni comunitarie.

In merito all’asilo, il ministro italiano ritiene che sia necessaria una riforma del regolamento di Dublino che preveda una maggiore responsabilità da parte di tutti i membri dell’Unione Europea. Entro agosto, ha continuato Salvini, verranno inoltre revisionate le regole dell’Operazione Sophia. Tale missione è stata lanciata nel luglio 2015 dall’Unione Europea, con lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale e meridionale. Dall’ottobre 2016, gli ufficiali di Sophia sono impegnati nel sostegno e nell’addestramento della Guardia Costiera e della marina libica. A proposito della Libia, Salvini ha affermato che “deve essere aiutata a crescere”. In particolare, secondo il ministro è necessario sostenerla per aiutarla ad avvicinarsi agli standard europei per il rispetto dei diritti umani. “L’obiettivo è aiutare la Libia ad aiutare la gente”, ha chiarito Salvini.

Riguardo al sistema di accoglienza, il capo del Viminale, il 25 luglio, ha firmato una direttiva con l’obiettivo di ottimizzare i servizi e contenerne i costi. Nello specifico, secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale del Ministero, verranno applicate diverse modalità di assistenza per i richiedenti asilo, razionalizzando al contempo le spese. Il nuovo modello prevede che i servizi delle varie fasi dell’accoglienza vengano differenziati, in linea con le norme internazionali ed europee, e assicurando un risparmio della spesa pubblica, sulla base delle raccomandazioni formulate dalla Corte dei Conti lo scorso marzo. Inoltre, Salvini vorrebbe attivare nuovi Centri permanenti per il rimpatrio (Cpr), che attualmente sono 6 a Torino, Roma, Bari, Brindisi, Palazzo San Gervasio e Caltanissetta, per un totale di 880 posti. Il ministro dell’Interno sta altresì studiando nuove misure normative per ampliare il numero di reati che possono comportare il trasferimento accelerati di un centro di protezione e, successivamente, di espulsione. Infine, i tempi di attesa per la richiesta di asilo dovranno essere ridotti.

In materia di sicurezza e terrorismo, uno dei punti forti delle linee programmatiche di Salvini è il potenziamento dell’azione investigativa. “L’Italia finora è stata immune, ma nulla toglie alla pericolosità della minaccia e dei rischi concreti cui l’Italia è esposta”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che il fenomeno estremista di matrice jihadista tende a far leva su piccole cellule. Attualmente, sarebbero 135 i soggetti che hanno combattuto in Siria e che hanno un legame al nostro Paese e alcune altre centinaia di persone sono sotto osservazione nelle carceri italiane, considerate uno dei principali luoghi di diffusione della radicalizzazione. Tuttavia, l’attenzione è posta anche sulle zone di sbarco dei migranti e su internet.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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