Addis Abeba: trovato morto il project manager della GERD

Pubblicato il 27 luglio 2018 alle 16:14 in Africa Etiopia

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Semegnew Bekele, project manager della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il futuro sistema idro-elettrico più grande di tutto il continente africano, è stato trovato morto nel proprio veicolo con un proiettile in corpo, giovedì 26 luglio. La sua Toyota Land Cruiser è stata rinvenuta parcheggiata in una strada molto trafficata presso Meskel Square, nel cuore della capitale etiope, Addis Abeba.

“Abbiamo confermato che l’ingegner Bekele è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco”, ha riferito il capo della commissione della polizia federale etiope, Zeinu Jemal, il quale ha aggiunto che il proiettile lo ha colpito dietro l’orecchio destro. Nel veicolo, oltre al corpo, è stata ritrovata anche una pistola. Bekele gestiva il progetto della GERD, del valore di 4.8 miliardi di dollari, che sta venendo costruita in prossimità del fiume Nilo. Dirigeva lui il progetto dal 2011. Migliaia di manifestanti si sono riuniti di fronte alla TV di Stato etiope, protestando per la morte di Bekele, ritenuta un assassinio e un’ingiustizia.

Il progetto della diga era stato avviato nel 2011 dall’Etiopia, uno dei principali attori del Corno d’Africa sul piano economico e della sicurezza, con l’obiettivo di attingere dal bacino del fiume Nilo Azzurro, secondo principale affluente del Nilo, che attraversa il Sudan e l’Egitto. Sia il Cairo sia Kharotum temono che la diga possa danneggiare e limitare le rispettive risorse idriche. Addis Abeba, tuttavia, sostiene che la GERD non avrà alcun effetto negativo sull’Egitto e sul Sudan e che, al contrario, costituisce un progetto necessario allo sviluppo economico dell’area.

La situazione è complicata dal fatto che i due trattati che regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti, risalenti al 1929 e al 1959, i quali attribuiscono all’Egitto una percentuale maggiore, vengono considerati ingiusti dall’Etiopia e dal Sudan. Inoltre, il Cairo accusa Khartoum di essersi schierata in favore di Addis Abeba, mentre le autorità sudanesi sostengono che l’Egitto sostenga gruppi di ribelli attivi all’interno dei territori etiopi. Sulla base di tale convinzione, il 4 gennaio scorso, il governo sudanese ha ritirato i propri ambasciatori in Egitto per effettuare consultazioni in merito alla questione. Per cercare di sedare le tensioni, il 16 gennaio, il presidente siriano, Abdel Fattah al-Sisi, ha dichiarato in diretta nazionale di non avere intenzione di iniziare una guerra con l’Etiopia e il Sudan. Il giorno seguente, il premier etiope si è recato in visita ufficiale al Cairo, per chiarirsi con al-Sisi, in merito alla disputa sul completamento della GERD.

Il 10 giugno, nel corso di una conferenza stampa al Cairo, il primo ministro etiope Abiy Ahmed e il presidente egiziano hanno dichiarato di essere intenzionati a mandare avanti le trattative. Una volta completata, la GERD renderà l’Etiopia uno dei principali produttori di energia della regione dell’Africa orientale. È previsto che lo Stato africano diventi altresì il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente.

Sono in corso indagini per far luce sull’assassinio di Bekele.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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