Trump: il Montenegro è un Paese molto aggressivo

Pubblicato il 26 luglio 2018 alle 7:30 in Balcani USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un’intervista con Fox News, il 17 luglio, ha definito il Montenegro un Paese “molto aggressivo”, che sarebbe in grado di provocare la terza guerra mondiale. Durante una conversazione sulla NATO, il giornalista Tucker Carlson ha chiesto a Trump perché, nel caso in cui il Montenegro, Paese membro della NATO, venisse attaccato, suo figlio dovrebbe andare fin lì per difenderlo. Trump ha risposto alla domanda premettendo di essersi posto, anche lui, lo stesso quesito ed ha continuato affermando che “Il Montenegro è un piccolo Paese con persone molto forti… Sono persone molto aggressive. Potrebbero diventare aggressivi e – congratulazioni – ti ritrovi nella terza guerra mondiale”. Sono queste le parole con cui è stato descritto lo Stato balcanico che il 5 giugno 2017 è entrato a far parte della NATO.

Come messo in luce dal New York Times, questo scambio di battute richiama l’Articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, che contiene la clausola di sicurezza collettiva. Secondo tale articolo, un attacco ad un Paese membro è da considerarsi come un attacco ad ogni alleato, che quindi, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, assisterà il Paese colpito secondo le misure che ritiene necessarie. Il richiamo all’Articolo 5 è stato notato anche da Richard N. Haass, presidente del Council on Foreign Relations, noto think tank statunitense, che ha scritto in un tweet che quanto affermato da Trump “rende condizionale l’impegno degli Stati Uniti nei confronti della NATO e chiarisce il suo disagio nei confronti dell’Articolo 5 e della sicurezza collettiva, nucleo dell’alleanza”. Tuttavia, una rassicurazione in merito al sostegno di Trump nei confronti di tale clausola è arrivata dalla portavoce del Dipartimento di Stato. Heather Nauert ha chiarito che Trump è stato inequivocabile nel supportare la difesa collettiva della NATO, e che, nella sua dichiarazione, “ha detto chiaramente che ogni attacco contro un alleato sarebbe considerato un attacco contro tutti”.

Il quotidiano americano ha inoltre sottolineato che la clausola di sicurezza comune entra in gioco solo successivamente ad un attacco subito dal Paese membro, quindi qualora il Montenegro, dovesse “aggressivamente assaltare” un altro Stato, l’Articolo 5 non verrebbe il rilievo. La clausola di difesa comune è stata finora invocata solo una volta, dagli Stati Uniti, all’indomani degli attentati dell’11 settembre.

Il senatore repubblicano John McCain, che aveva definito l’incontro tra Trump e Putin “un tragico errore”, ha commentato l’intervista in un tweet affermando che “Trump, attaccando il Montenegro e mettendo in discussione gli obblighi dei membri della NATO, sta giocando al gioco di Putin”. McCain ha altresì aggiunto che “la gente del Montenegro ha resistito con coraggio alla pressione della Russia di Putin per abbracciare la democrazia”. Come riportato dal New York Times, il leader russo si è opposto all’ingresso del Montenegro nell’Alleanza Atlantica. Dello stesso avviso è l’ex ambasciatore del Montenegro presso la NATO, Vesko Garčević, che ha dichiarato che il fatto che il presidente degli Stati Uniti “metta in dubbio il principio di solidarietà della NATO può giocare solo a favore della Russia”.

La risposta del governo montenegrino è arrivata due giorni dopo le affermazioni di Trump: “Oggi, come nuovo membro della Nato e candidato all’adesione all’UE, il Montenegro contribuisce alla pace e alla stabilità non solo nel continente europeo ma in tutto il mondo, insieme ai soldati americani in Afghanistan”. Il governo ha altresì rimarcato che “nel mondo di oggi, non importa quanto tu sia grande o piccolo, ma in che misura adori i valori di libertà, solidarietà e democrazia”. Inoltre, l’ex presidente del Parlamento montenegrino, Ranko Krivokapić, che ha riferito alla BBC che “la pace in Montenegro non è in pericolo, tutto è sotto controllo e le forze NATO non sono richieste”, aggiungendo che Trump è “il più strano presidente nella storia degli Stati Uniti”.

Il Montenegro ha aderito alla NATO il 5 giugno dello scorso anno, questo è stato un traguardo molto importante per il governo del Paese, che ha dovuto lottare contro forti opposizioni interne dovute al fatto che il territorio è stato, per un breve periodo di tempo, vittima di bombardamenti dell’Alleanza Atlantica nel 1999, quando lo Stato era ancora parte della Repubblica Federale di Iugoslavia. Come messo in luce da The Guardian, dopo il suo ingresso, il Montenegro ha inoltre iniziato a supportare le sanzioni dell’UE contro la Russia, nonostante i forti legami commerciali, politici e culturali tra i due paesi, cosa che ha provocato un peggioramento delle relazioni tra Mosca e Podgorica.

di Redazione

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