Yemen: Houthi contro l’esercito e contro i sauditi

Pubblicato il 25 luglio 2018 alle 13:13 in Medio Oriente Yemen

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La milizia armata Houthi ha colpito una nave da guerra saudita al largo della costa occidentale dello Yemen, il 24 luglio. Non ci sono ancora segnalazioni circa danni o perdite, tantomeno commenti dalla coalizione. Secondo quanto riporta Arab News, il 25 luglio sarebbero inoltre scoppiati diversi scontri tra lesercito yemenita e le milizie Houthi nella parte occidentale di Taiz. Non vi è ancora chiarezza circa il numero di feriti e vittime.

La guerra in corso nello Yemen rappresenta la peggiore crisi umanitaria del mondo. 22 milioni di persone, cioè 3/4 della popolazione, sono in disperato bisogno di aiuto e protezione. Mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, milioni di individui non hanno accesso allacqua potabile e lintero Paese è ad alto rischio di unepidemia di colera. Lorigine della disputa, scoppiata il 19 marzo 2015, può essere individuata nella mobilitazione controrivoluzionaria contraria alla sollevazione democratica del 2011.

Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’esistenza di gruppi secessionisti e dall’intervento delle forze straniere.

Secondo Al Jazeera English, la fazione controrivoluzionaria avrebbe trasformato lo Yemen in un teatro di proxy wars o guerre per procura. Per confermare tale tesi, il network arabo sostiene che linterferenza esterna dei sauditi e degli iraniani abbia distorto la mobilitazione popolare nel conflitto settario, allinterno del quale gli Houthi sono stati trasformati da voci della rivolta a burattini di Teheran. A ciò si aggiungerebbe il fatto che lintromissione straniera è stata dannosa non solo per la rivoluzione, ma anche per gli interessi sauditi ed iraniani; perciò, il sostegno militare degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, secondo il quotidiano, contribuisce solo aggravare la situazione.

Ad oggi, gli Houthi sono più coinvolti che mai nel conflitto, decisi a resistere alle offensive della coalizione internazionale armata con la tecnologia militare più avanzata. Non a caso, i ribelli continuano a lanciare missili in Arabia Saudita, portando alla veloce crescita della rivalità del Paese con lIran. Tutto ciò, sempre secondo Al Jazeera Engish, contribuirebbe inoltre allascesa di unalleanza regionale araba, comprendente Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein, contro il Qatar.

L’episodio più grave per l’Arabia Saudita si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona. Il 28 aprile, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan. L’attacco era stato condotto poche ore dopo che un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli. Il clima sembrava essersi disteso in seguito all’inizio del Ramadan. Nella serata del 16 maggio, mentre tutti i musulmani del mondo festeggiavano l’arrivo del mese sacro, il governo dello Yemen aveva proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri. Tuttavia, gli attacchi da parte degli Houti, in territorio saudita e nello Yemen stesso, non accennano a fermarsi.  

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Alice Bellante

di Redazione

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