Orban offre aiuto al Montenegro per difendere le frontiere dai migranti

Pubblicato il 25 luglio 2018 alle 17:05 in Balcani Ungheria

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Il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, ha offerto il suo aiuto al Montenegro per difendere le frontiere dai problemi legati alle migrazioni, il 24 luglio, mentre si trovava in visita a Podgorica, per la prima volta da quando il Paese balcanico è entrato nella NATO. Il premier montenegrino, Duško Marković, tuttavia ha rifiutato l’offerta, riferendo che “per ora, non ci sono ragioni per farlo”. Come riportato dal governo ungherese, Orban ha menzionato il ruolo positivo che, a suo avviso, ha avuto la chiusura della rotta balcanica nella gestione dei flussi migratori, sottolineando il contributo dell’Ungheria nel raggiungere questo risultato. In merito a ciò, il premier di Budapest ha affermato che tale rotta deve rimanere chiusa e che ogni Paese nella regione balcanica deve essere difeso.

“Ho comunicato al primo ministro Markovic che, se hanno problemi con i migranti, l’Ungheria è disponibile ad aiutare, perché quando il Montenegro difende i suoi confini, non difende solo se stesso, ma anche l’Ungheria e l’intera Unione Europea”, ha affermato Orban durante una conferenza stampa dopo l’incontro. A proposito di UE, il primo ministro Ungherese ha altresì sostenuto che “il Montenegro potrebbe essere accettato come un membro dell’Unione domani mattina, o dopodomani al massimo, se ci fosse la volontà”, dichiarandosi disponibile a sostenere tale evenienza, aggiungendo che anche l’UE ha bisogno del Montenegro. Da parte sua, anche Marković si è dichiarato interessato: “Ora l’Unione Europea è la nostra massima priorità”, ha detto il primo ministro, rinnovando il suo impegno per far sì che il Paese continui ad acquisire i valori europei e a  rafforzare la democrazia.

In merito alle relazioni tra Ungheria e Montenegro, Orban ha affermato che i due Paesi non hanno conflitti di interesse, né in termini di tattiche né di strategia. Ricordiamo che il Montenegro è entrato a far parte dell’Alleanza Atlantica il 5 giugno 2017. A questo proposito, Marković ha ringraziato Orban per aver appoggiato Podgorica nel suo cammino verso l’integrazione nella NATO, sottolineando come la cooperazione economica tra i due Paesi sia in costante sviluppo e che il Montenegro accoglierebbe volentieri investimenti ungheresi. Orban si è dichiarato disponibile a partecipare allo sviluppo economico del paese, ricordando però che un’economia moderna può essere costruita solo sulla base dei principi di mercato.

Infine, il primo ministro Ungherese ha commentato la politica migratoria dell’Unione Europea. Egli ha affermato che “non riusciamo a notare che in Africa e in Medio Oriente certe dichiarazioni e misure sono interpretate come inviti”, lamentando che, a suo avviso, l’Unione Europea invia segnali ambigui che invitano e respingono i migranti allo stesso tempo, come spiega il sito governativo, che riporta anche che Orban “ha detto che la gente sta affogando in mare a cause della politica inumana e insostenibile dell’UE”.

La rotta balcanica è stata chiusa il 18 marzo 2016, con la firma dell’accordo tra Turchia e Unione Europea, al fine di bloccare i flussi migratori diretti in Europa, al fine di limitare il traffico di esseri umani e stimolare l’immigrazione legale nell’area del Mar Egeo. Tuttavia, come riportato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, i flussi migratori nei Balcani occidentali sono in aumento: alla fine di maggio di quest’anno in Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Albania sono stati registrati più di 6,700 nuovi migranti irregolari. Si tratta di un incremento di più del doppio se lo si compara con i dati del 2017, quando in questi paesi sono stati registrati in tutto 2.600 migranti e richiedenti asilo.

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di Redazione

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