Marocco e UE firmano accordo di pesca che include il Sahara Occidentale

Pubblicato il 25 luglio 2018 alle 16:04 in Europa Marocco

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Dopo due mesi di negoziazioni, il Marocco e l’Unione Europea hanno firmato un accordo di pesca, martedì 24 luglio. Il ministro degli Affari Esteri marocchino, Nasser Bourita, e il ministro dell’Agricoltura e della pesca, Aziz Akhannouch, hanno rappresentato il Paese nordafricano durante la cerimonia della firma, mentre Claudia Wiedly, capo della delegazione di Bruxelles, ha rappresentato l’UE. Alla fine della scorsa settimana, gli ufficiali marocchini ed europei avevano raggiunto una posizione comune sugli aspetti basilari del patto, concordando di includere le acque del Sahara occidentale, che nel mese di febbraio la Corte di Giustizia europea aveva decretato non valide, e stabilendo una compensazione finanziaria di 52 milioni di euro.

Il nuovo accordo permetterà alle navi europee di pescare nelle acque marocchine. Ad avviso degli ufficiali di Rabat, si tratta di un passo importante che darà un nuovo spirito alle relazioni strategiche tra UE e Marocco. Da parte sua, l’Unione Europea ha fatto un importante compromesso riconsiderando la sentenza di febbraio della Corte di giustizia sull’inclusione del Sahara occidentale. Il patto, inizialmente firmato nel 2014, era cessato di valere il 14 luglio, quando Rabat e Bruxelles non erano riuscite a raggiungere un nuovo compromesso.

In un’intervista successiva alla firma, Aziz Akhannouch ha espresso la propria soddisfazione, riferendo che l’accordo segna una nuova fase per i rapporti diplomatici tra il Marocco e l’Unione. “Questo patto rappresenta i nostri interessi comuni, è stato importante per entrambe le parti riconsiderare e rivedere le rispettive posizioni”, ha commentato il ministro marocchino, aggiungendo che, per il Paese nordafricano, l’aspetto più importante dell’accordo è garantire la pesca e proteggere al contempo le risorse.

Il 13 giugno scorso, la Commissione europea aveva annunciato che il Collegio dei commissari aveva adottato la proposta di includere il Sahara occidentale nell’accordo agricolo tra Marocco e UE. Il 21 dicembre 2016, la Corte di Giustizia dell’UE aveva affermato che l’accordo sulla reciproca liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli e di pesca, firmato nel 2012, risultava valido solo all’interno dei territori esplicitamente menzionati, ovvero Marocco e Unione Europea, mentre non era applicabile all’area del Sahara occidentale. Nel febbraio 2018, la Corte ha anche escluso dall’ambito di applicazione del trattato le acque adiacenti al Sahara occidentale. Tuttavia, il Regno ha sempre contestato tali sentenze, dichiarando che non avrebbe mai accettato un accordo senza l’inclusione di quel territorio.

Ancora oggi, il governo di Rabat sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del Regno del Marocco. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. La situazione si è aggravata nell’agosto 2016, quando il Marocco ha invaso la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

Tale disputa territoriale ha radici che risalgono al 1975-76, anni in cui il Marocco, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, prese il controllo di due terzi del territorio del Sahara Occidentale, che si trova sulla costa nord-occidentale dell’Africa, al confine con il Marocco, la Mauritania e l’Algeria. Negli stessi anni, il Fronte Polisario dichiarò la Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria, dove fuggirono migliaia di rifugiati. Successivamente, nel 1984, dopo l’ammissione del Sahara Occidentale come membro separato della Organization for African Unity (OAU), divenuta poi l’Unione Africana (AU) nel 2001, il Marocco la abbandonò. Ancora oggi, le autorità di Rabat sostengono che l’area del Sahara Occidentale, la quale ospita vaste riserve di fosfato, sia parte del regno. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi per l’indipendenza e vorrebbe indire un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove vivono circa mezzo milione di individui. Forti tensioni sono scoppiate nell’agosto 2016, quando il Marocco invase la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome altre occupate dalle truppe marocchine. Il primo febbraio 2017, dopo 33 anni di assenza, il Marocco è rientrato a fare parte dell’Unione Africana.

Il nuovo accordo di pesca con l’UE entrerà in vigore quando verrà approvato dal governo marocchino e dal Parlamento europeo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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