UK: la maggioranza del popolo è contrario ai piani Brexit della premier May

Pubblicato il 23 luglio 2018 alle 6:03 in Europa UK

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La maggioranza del popolo britannico è contraria ai piani per lasciare l’Unione Europea del primo ministro britannico, Theresa May, mentre, secondo un nuovo sondaggio, più di un terzo degli elettori sosterrebbe una nuovo partito politico di destra, se si impegnasse a lasciare definitivamente il blocco.

Una nuova ricerca, condotta da YouGov per il giornale The Sunday Times coinvolgendo 1.668 persone adulte, ha scoperto che i cittadini del Regno Unito preferirebbero che fosse Boris Johnson, l’ormai ex ministro degli Esteri, a negoziare con l’Unione Europea e a gestire il Partito Conservatore, guidandolo verso le prossime elezioni. Solamente il 16% dei votanti ha dichiarato che la May sta gestendo bene le trattative per la Brexit, contro il 34% che ha affermato che Johnson potrebbe fare un lavoro migliore. Secondo l’indagine, in caso di un secondo referendum, solamente 1 persona su 10 sceglierebbe il piano per l’uscita proposto dal governo. Circa la metà pensa che tali accordi non sarebbero positivi per il Paese.

Inoltre, la ricerca ha scoperto che il 38% delle persone voterebbe per un nuovo partito di destra, impegnato nella Brexit, mentre almeno un quarto degli intervistati supporterebbe un partito di estrema destra che fosse esplicitamente contro l’immigrazione e l’Islam. Secondo il The Sunday Times, l’attivista per la Brexit Nigel Farage e Steve Bannon, l’ex consigliere del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sono in trattative per la creazione di un nuovo movimento di destra.

Il 29 marzo 2019 il Regno Unito dovrà ufficialmente lasciare l’Unione Europea, ma il governo, il Parlamento, le aziende e il popolo rimangono profondamente divisi sulla forma esatta della Brexit. I piani della May di mantenere una stretta relazione commerciale con il blocco europeo hanno messo in crisi il governo, a luglio, dopo che Johnson e il segretario per la Brexit, David Davis, avevano rassegnato le loro dimissioni. Il sostituto di Davis, Dominic Raab, ha dichiarato, domenica 22 luglio, che la premier sta ancora cercando di convincere i membri del gabinetto che la sua strategia è la migliore per proseguire nel processo. Raab ha altresì affermato che il Regno Unito potrebbe rifiutarsi di pagare una multa da 39 miliardi di sterline all’Unione Europea se non otterrà un accordo commerciale, una minaccia che era già stata utilizzata da altri ministri. La possibilità che la Brexit avvenga senza che sia stato raggiunto un patto relativo al commercio è aumentata da quando la May ha dovuto affrontare una serie di ribellioni provenienti da diverse fazioni del suo partito.

Domenica 15 luglio, la premier britannica aveva avvisato i membri del suo partito che, se manderanno all’aria il suo piano di forgiare una più stretta relazione con l’Unione Europea, potrebbe non esserci nessun patto per la Brexit. La May desidera che il Paese supporti il suo piano per un “trasferimento di beni senza attriti”, dichiarando che questa è l’unica opzione che non danneggerà la pace in Irlanda del Nord e che preserverà l’unità del Regno Unito.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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