Eritrea: nuovo ambasciatore in Etiopia dopo 20 anni

Pubblicato il 23 luglio 2018 alle 6:00 in Eritrea Etiopia

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L’Eritrea ha nominato il suo primo ambasciatore nella vicina Etiopia dopo 20 anni di tensioni, sulla scia della recente distensione tra le relazioni bilaterali dei due Paesi africani.

L’incarico sarà ricoperto da Semere Russom, l’attuale minsitro dell’Istruzione eritreo ed ex ambasciatore del Paese presso gli Stati Uniti. La notizia è stata divulgata da fonti governative e confermata dal ministro dell’Informazione eritreo, Yemane Meskel, tramite la sua pagina Twitter nella giornata di sabato 21 luglio.

Nella giornata di giovedì 19 luglio, l’Etiopia aveva nominato Redwan Hussien, precedentemente ambasciatore etiope in Irlanda, come nuovo delegato diplomatico di rappresentanza di Addis Abeba ad Asmara.

Il riavvicinamento tra i due Stati è stato favorito dall’inizio del mandato ministeriale del nuovo premier etiope, Abiy Ahmed, il 2 aprile 2018. Ahmed non solo ha avviato un percorso di riforme statali, tra cui le privatizzazioni delle compagnie aeree e dei servizi di telecomunicazione, ma si è inoltre dimostrato ben disposto nei confronti dell’Eritrea, annunciando fin da subito di voler implementare un accordo di pace che ponesse fine al conflitto con il Paese vicino. Entrambi i leader hanno fatto visita alle rispettive nazioni, e Isaias Afewerki, presidente eritreo, in data 16 luglio, si è recato in Etiopia per presiedere alla riapertura dell’ambasciata d’Eritrea ad Addis Abeba

Sono stati molteplici i segnali di distensione e apertura tra i due vicini. In particolare, il 20 luglio l’Eritrea ha ritirato le proprie truppe dal confine con l’Etiopia in segno di riconciliazione con il governo di Adids Abeba. Oltre a ciò, mercoledì 18 luglio, la compagnia aerea Ethiopian Airlines ha condotto i primi voli diretti tra Addis Abeba e Asmara, ricollegando l’Etiopia e l’Eritrea dopo 20 anni di stallo militare e di mancato confronto politico. Il primo volo per Asmara è partito dall’aeroporto internazionale di Bole, dopo una cerimonia inaugurale in cui l’amministratore delegato della compagnia aerea, Tewolde GebreMariam, ha affermato: “Questo giorno segna una svolta unica nella storia dell’Etiopia e dell’Eritrea”. Il 9 luglio, il primo ministro etiope e il presidente eritreo hanno inoltre firmato uno storico accordo di pace, ponendo ufficialmente fine allo “stato di guerra” tra le due nazioni.

Il conflitto tra i due Paesi era in corso dal 1998, e aveva destabilizzato l’intera regione e fatto spendere a entrambi i governi ingenti somme nella sicurezza. L’Etiopia era diventata un Paese senza sbocco sul mare dal 24 maggio 1993, quando l’Eritrea si costituì come Stato indipendente. Cinque anni dopo, il 6 maggio 1998, i due vicini cominciarono una guerra per la demarcazione del loro confine condiviso. Anche negli anni successivi all’accordo di Algeri, siglato il 12 dicembre del 2000, periodici scontri si sono verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU. Dal 1998, le violenze hanno causato la morte di circa 80.000 persone. La sentenza della Commissione aveva stabilito che la città di Badme, al confine tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si è sempre rifiutata di accettare questa condizione e le dispute di confine non sono mai cessate. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, Abiy aveva affermato di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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