Ciad: Boko Haram attacca un villaggio al confine con il Niger

Pubblicato il 23 luglio 2018 alle 9:33 in Africa Ciad

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I militanti dell’organizzazione terroristica nigeriana Boko Haram hanno fatto irruzione in un villaggio in Ciad, al confine con il Niger, uccidendo 18 persone e provocando l’evacuazione di almeno 3.000 cittadini.

Il governatore della regione del Lago Ciad, Mohammed Aba Salah, ha riferito ad al-Jazeera English che i combattenti hanno rapito anche 10 donne. “I membri di Boko Haram hanno tagliato le gole di due persone, mentre hanno sparato ad altre 16”, ha spiegato il governatore, aggiungendo che una delle 10 donne rapite è riuscita a scappare e a tornare a casa. L’evacuazione dei 3.000 residenti è stata effettuata per precauzione, secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza locali.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20.000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450.000 bambini stanno rischiando di morire di fame. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2.000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze. Il 14 aprile 2014, i militanti di Boko Haram rapirono 275 ragazze presso la scuola secondaria di Chibok. Da allora, circa 60 sono riuscite a fuggire, mentre altre sono state rilasciate dopo negoziati. Lo scorso 7 maggio, almeno 86 giovani sono state rilasciate in seguito a lunghe trattative tra il governo di Abuja ed i terroristi. Al momento, le autorità credono che almeno 100 ragazze siano ancora nelle mani dei jihadisti.

Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, Camerun, Nigeria e Niger. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Ciad è stata caratterizzata dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel sud. Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, grazie al completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena, guidate dal presidente Idriss Déby e dal premier Alber Pahimi Padacké, continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e per migliorare le condizioni sociali dei cittadini. La situazione umanitaria è ulteriormente aggravata dalle offensive di Boko Haram, che è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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