Catalogna: Puigdemont torna in Belgio e riavvia “governo parallelo”

Pubblicato il 21 luglio 2018 alle 6:05 in Spagna

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Carles Puigdemont ha approfittato della revoca del mandato d’arresto europeo che incombeva su di lui e sugli altri leader catalani che hanno lasciato la Spagna per evitare la galera, per tornare in Belgio e attivare il Consiglio della Repubblica, quella sorta di governo parallelo con cui intende dirigere la Catalogna come “presidente legittimo” .

Il giudice Pablo Llarena, infatti, non ha accettato la estradizione di Puigdemont limitata ai crimini di malversazione, come previsto dalla Germania, dove Puigdemont era in stato di fermo. Il Giudice della Corte Suprema ha emesso un decreto di revoca del mandato d’arresto europeo contro l’ex presidente della Generalitat, dopo che la Corte d’appello dello Schleswig-Holstein ha rifiutato l’autorizzazione all’estradizione per il processo in Spagna per ribellione e sedizione, accettandola solo per appropriazione indebita e malversazione di fondi pubblici.

Il magistrato ha lamentato “la mancanza di rispetto” della corte tedesca riguardo a fatti “che potrebbero aver violato l’ordine costituzionale spagnolo”. Ritiene che, con la sua decisione sull’ordine d’arresto europeo, il tribunale tedesco abbia anticipato un procedimento giudiziario per il quale non ha copertura legale, ignorando la decisione quadro della UE che ha lanciato il mandato di arresto europeo. Secondo Llarena, i giudici tedeschi si sono anche allontanati dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e al  manuale stesso sull’ordine di cattura europeo preparato dalla Commissione europea.

Il Portavoce del partito di Puigdemont, Junts per Catalunya, al Parlamento di Barcellona, Albert Batet, ha annunciato ieri che Puigdemont si sposterà “nei prossimi giorni” nella città belga di Waterloo, “sede del potere esecutivo della Repubblica Catalana”.

Sinistra Repubblicana di Catalogna ha accettato di concedere all’ex presidente della Generalitat una posizione onoraria in cambio del ritiro della sua candidatura alla presidenza e della delega ad un “presidente effettivo”, con Quim Torra, l’attuale presidente della Generalitat Catalana, come prescelto.

I repubblicani hanno dato la priorità alla formazione di un governo legale secondo le norme spagnole in modo da avviare il ritiro del commissariamento secondo l’articolo 155 della Costituzione, sperando che Puigdemont si sarebbe accontentato di agire come ambasciatore del processo indipendentista all’estero, ma i piani dell’ex-presidente della Generalitat sembrano essere molto diversi.

Nell’ultima settimana Puigdemont ha lanciato un nuovo partito politico, Crida Nacional per la República, con l’intento di fagocitare tutte le altre forze indipendentiste. Successivamente la sua mancata sospensione come deputato ha causato la paralisi del parlamento di Barcellona e aperto una crisi tra le due principali forze indipendentiste, ora ha deciso di ridare vita al suo Consiglio della Repubblica.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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