Il Messico rinvia le concessioni petrolifere a dopo l’insediamento di López Obrador

Pubblicato il 20 luglio 2018 alle 6:00 in America Latina Messico

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Le aste per le concessioni petrolifere in Messico sono state rimandate al 2019. La Commissione nazionale idrocarburi (CNH) ha annunciato mercoledì 18 luglio che 53 contratti previsti per quest’anno saranno sospesi fino al 14 febbraio 2019.

Il Ministero dell’Energia ha chiesto il rinvio delle aste per dare più tempo alle compagnie petrolifere che partecipano al processo. Questa richiesta coincide con il passaggio dall’attuale governo all’amministrazione del presidente-eletto Andrés Manuel López Obrador. Tutte le decisioni in materia di politica energetica sono rinviate all’insediamento del nuovo governo. Durante la campagna elettorale, López Obrador ha insistito affinché si rivedessero i contratti in materia di concessioni ed esplorazioni petrolifere che sono stati siglati negli ultimi quattro anni.

“Non si tratta solo di rivedere il processo delle offerte che sono state effettuate, ma secondo quanto dichiarato pubblicamente è il desiderio di del team di transizione della nuova amministrazione, di rivedere il contenuto dei contratti e non solo il contenuto del contratti che riguardano le aste previste per quest’anno, ma anche il contenuto dei contratti in partnership con la Pemex” – ha spiegato il presidente della CNH, Juan Carlos Zepeda. La Commissione ha calcolato che un lasso di tempo due mesi tra l’inaugurazione del nuovo presidente, il 1 ° dicembre e la prima asta, siano un tempo ragionevole per apportare modifiche ai contratti. Zepeda stima che il nuovo governo potrebbe chiedere un “contenuto nazionale” maggiore nelle transazioni petrolifere.

Le concessioni di 46 pozzi, negli Stati di Tamaulipas, Nuevo León, Veracruz e Tabasco dovevano essere messe all’asta il 27 settembre. Anche sette progetti di Petróleos Mexicanos (Pemex) per creare partnership con società private erano a bando per il 31 ottobre. I commissari della CNH hanno convenuto che il tempo supplementare può essere sfruttato dalle società che desiderano investire nel settore energetico in Messico per studiare. ” Si tratta di una decisione del governo attuale di favorire la partecipazione delle imprese e quindi favorire una maggiore concorrenza nelle proposte di business per gli interessi economici dello Stato” – ha dichiarato il ministro per l’energia Pedro Joaquín Coldwell. 

Il Messico ha riformato la Costituzione nel dicembre 2013 per consentire l’apertura del settore energetico alle società private. López Obrador si è sempre detto contrario alla riforma energetica e ha proposto una consultazione dei cittadini per evitare l’approvazione della riforma della politica energetica.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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