Israele diventa lo Stato nazionale del popolo ebraico

Pubblicato il 20 luglio 2018 alle 16:11 in Israele Medio Oriente

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La Knesset, il parlamento israeliano, giovedì 19 luglio, ha adottato una legge che definisce Israele come lo Stato nazionale del popolo ebraico. Tale provvedimento, secondo quanto riporta Al Jazeera English, insinua il timore di una palese discriminazione nei confronti dei cittadini palestinesi. La legislazione, adottata con 62 voti a favore, 55 contro e 2 astensioni, rende l’ebraico l’unica lingua ufficiale del Paese e definisce l’istituzione di comunità ebraiche come una priorità di interesse nazionale. In aggiunta, il provvedimento legislativo rimuove la designazione di lingua ufficiale all’arabo, declassando l’idioma ad uno “stato speciale” che consente il suo uso all’interno delle istituzioni israeliane.

La legge stabilisce inoltre che Israele è la patria storica del popolo ebraico, il quale ha un diritto esclusivo all’autodeterminazione. Secondo l’ordinamento giudiziario, Gerusalemme, indivisa, è la capitale di Israele. Il primo ministro dello Stato mediorientale, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che il provvedimento rappresenta un momento determinante negli annali del sionismo e nella storia dello Stato di Israele.

Da parte loro, i membri palestinesi all’interno della Knesset hanno duramente condannato gli sviluppi in questione. Ayman Odeh, capo della lista araba congiunta, un’alleanza di 4 partiti prevalentemente arabi, ha affermato che la legge approvata sancisce una supremazia ebraica che rende i cittadini palestinesi di “seconda classe”. Sulla stessa linea, anche Ahmed Tibi, leader del Movimento Arabo per il Cambiamento, ha annunciato “con stupore e dolore la morte della democrazia”. Anche Adalah, il Centro Legale per i Diritti delle Minoranze Arabe in Israele, ha definito la legge un tentativo di promuovere “la superiorità etnica, promuovendo politiche razziste”. Hassan Jabareen, il direttore generale di Adalah, ha dichiarato: “La legge dello Stato nazionale ebraico presenta elementi chiave dell’apartheid, il che non è solo immorale, ma anche severamente proibito dal diritto internazionale. Definendo la sovranità e l’autogoverno democratico come appartenenti esclusivamente al popolo ebraico, Israele ha reso la discriminazione, un valore costituzionale, e ha professato il suo impegno a favorire la supremazia ebraica come fondamento delle istituzioni”. Secondo Adalah, attualmente ci sarebbero oltre 65 leggi israeliane che discriminano i cittadini palestinesi residenti in Israele e nel territorio occupato palestinese, sulla base della loro appartenenza nazionale.

I cittadini palestinesi residenti in Israele sono circa 1,8 milioni e rappresentano circa il 20% dei 9 milioni di abitanti presenti nel Paese. La popolazione arabo-israeliana è composta principalmente da discendenti dei palestinesi, rimasti in seguito allo scoppio della guerra per la creazione di Israele nel 1948.

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Alice Bellante

di Redazione

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