Il Venezuela manda truppe alle frontiere: dieci paesi latinoamericani protestano

Pubblicato il 19 luglio 2018 alle 6:02 in Colombia Venezuela

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Dieci governi latinoamericani hanno espresso “preoccupazione” per il dispiegamento militare ordinato dal governo Venezuela  al confine con la Colombia e hanno annunciato “misure a livello politico, economico e finanziario per collaborare alla restaurazione dell’ordine democratico “. Questi paesi membri del Gruppo di Lima, nato un anno fa nella capitale del Perù, al fine di contribuire a risolvere la crisi istituzionale che attraversa Venezuela hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che condanna la “deriva del regime di Caracas”, che ha accelerato in le ultime settimane dopo le elezioni presidenziali del 20 maggio.

Nel comunicato si denuncia “la rottura dell’ordine costituzionale e dello stato di diritto nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, che si riflette nella perdita di istituzioni democratiche e nella mancanza di garanzie e libertà politiche per tutti i cittadini”. Questa nuova posizione, firmata da Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay e Perù, si verifica in un contesto di crescente tensione tra il governo Maduro e i governi della regione. 

I paesi firmatari “esprimono profonda preoccupazione per le recenti informazioni sulla mobilitazione di armi e aerei da combattimento dal Venezuela al confine con la Colombia”. Questa decisione, aggiungono, “contraddice lo spirito della proclamazione sull’America Latina come zona di pace approvata nel 2014 dalla Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi”. Le relazioni diplomatiche tra il governo di Caracas e Bogotà, con cui condivide più di 2.200 chilometri di confini, sono pessime. Nel mezzo di un’emergenza migratoria senza precedenti, il nuovo presidente colombiano, Iván Duque, intende guidare l’opposizione a Maduro e sostenere la denuncia presentata dall’Organizzazione degli Stati americani (OEA) contro Caracas dinanzi al Tribunale penale internazionale dell’Aia.

Il successore di Hugo Chávez, secondo la sua strategia, cerca di distogliere l’attenzione incolpando un presunto nemico esterno. Il 13 luglio scorso ha accusato gli Stati Uniti di pianificare un conflitto. “L’imperialismo USA sta preparando provocazioni al confine e oltrefrontiera per portare Colombia e Venezuela allo scontro armat. L’ho detto diverse volte e lo ribadisco” – ha affermato Nicolás Maduro.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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