Arabia Saudita: intercettato missile dei ribelli yemeniti

Pubblicato il 19 luglio 2018 alle 10:31 in Arabia Saudita Yemen

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L’Arabia Saudita, mercoledì 18 luglio, ha intercettato un missile lanciato verso la città di Najran dalla provincia settentrionale yemenita di Sadaa, occupata dai ribelli Houthi. L’attacco partito dal vicino Yemen, dove una coalizione guidata da Riyadh sta combattendo contro gli insorti, non ha causato vittime. Le milizie Houthi, appoggiate dall’Iran, hanno incrementato il numero di attacchi missilistici contro l’Arabia Saudita negli ultimi mesi, i quali Riyadh afferma di intercettare. L’attacco di mercoledì 18 luglio porta il numero di missili lanciati in territorio saudita dal 2015 dal territorio yemenita a 162.

I ribelli Houthi controllano la città di Hodeida e il suo porto dal 2014. Il 13 giugno, gli Emirati Arabi Uniti e i suoi alleati, inclusa l’Arabia Saudita, avevano lanciato una massiva operazione militare, chiamata “Golden Victory”, per riprendere il controllo dell’area. Le truppe avevano conquistato l’aeroporto di Hodeida, il 19 giugno, e ne avevano preso ufficialmente il controllo il giorno dopo, consolidando la propria presenza nel centro urbano, e continuando a combattere per eliminare la presenza dei ribelli dall’area. Il capo dei ribelli Houthi in Yemen, Abdul Malik al Houthi, il 18 luglio, ha dichiarato di essere pronto a consegnare alle Nazioni Unite il controllo del porto di Hodeida, nel caso in cui la coalizione a guida saudita fosse disposta ad interrompere la sua offensiva.

La guerra civile in Yemen, iniziata il 19 marzo 2015, è entrata ormai nel suo terzo anno. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’esistenza di gruppi secessionisti e dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. L’Arabia Saudita ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento di armi ai ribelli yemeniti, nonostante, da parte sua, Teheran abbia più volte respinto tali accuse. Sia la coalizione araba sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

L’episodio più grave per l’Arabia Saudita si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona. Il 28 aprile, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan. L’attacco era stato condotto poche ore dopo che un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli. Il clima sembrava essersi disteso in seguito all’inizio del Ramadan. Nella serata del 16 maggio, mentre tutti i musulmani del mondo festeggiavano l’arrivo del mese sacro, il governo dello Yemen aveva proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri. Tuttavia, gli attacchi da parte degli Houti, in territorio saudita e nello Yemen stesso, non accennano a fermarsi. L’ultimo attacco risale alla notte tra il 24 e il 25 maggio, quando le difese aeree saudite hanno abbattuto un missile dei ribelli yemeniti Houthi diretto contro la città meridionale di Najran.

Circa 10.000 persone sono state uccise nel corso del conflitto in corso nello Yemen, tra cui 2.200 bambini, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”. L’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area.

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Alice Bellante

di Redazione

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