USA esortano Turchia a comprare sistema difensivo americano, invece che russo

Pubblicato il 17 luglio 2018 alle 19:08 in Turchia USA e Canada

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Gli Stati Uniti sono in trattative con la Turchia per la vendita del sistema di difesa missilistica Raytheon Co Patriot, in alternativa al sistema russo S-400 che Ankara è in procinto di acquistare da Mosca. Ne ha informato i giornalisti, nella giornata di lunedì 16 luglio, l’ambasciatrice e assistente del Segretario di Stato americano per gli Affari Politico-Militari, Tina Kaidanow, che ha spiegato che il Dipartimento di Stato sta cercando di dare ad Ankara un’idea delle potenzialità del sistema di difesa missilistica americano.

Tali trattative fra Washington e Ankara arrivano in seguito alle preoccupazioni suscitate negli Stati Uniti e in molti membri della NATO dall’avvicinamento della Turchia alla Russia, che ha fatto seguito all’assenso del Cremlino sulla vendita dell’S-400 al Paese mediorientale. Tale acquisto potrebbe, secondo gli Alleati, risultare incompatibile con gli impegni assunti in materia di difesa dalla Turchia in quanto membro dell’Alleanza nordatlantica. La Kaidanow ha spiegato che ciò che preoccupa è che, acquistando questi sistemi dai Russi, la Turchia supporti alcuni dei comportamenti meno positivi che Mosca ha messo in atto in vari luoghi, inclusa l’Europa.

Da Washington, pertanto, non manca chi sostiene che Ankara dovrebbe divenire oggetto di sanzioni o ritorsioni, inclusa la mancata consegna degli F-35, i jet americani di ultima generazione ordinati dalla Turchia. La Kaidanow, invece, ha suggerito che un compromesso potrebbe essere quello di consentire alla Turchia di comprare le migliori attrezzature militari statunitensi. L’obiettivo di Washington, ha spiegato il funzionario americano, è precisamente quello di assicurarsi che i sistemi acquisiti dagli alleati degli Stati Uniti “continuino a sostenere le relazioni strategiche” tra Washington e i suoi alleati. Questo si verificherebbe anche con la Turchia, qualora Ankara decidesse di acquistare Raytheon Co Patriot.

Non è ancora nota, al momento, la posizione di Ankara. Tuttavia, a margine del vertice della NATO, svoltosi a Bruxelles l’11 e il 12 luglio, il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, aveva spiegato che la decisone di Ankara di comprare il sistema difensivo russo è stata causata dal rifiuto da parte degli alleati NATO, compresi gli Stati Uniti, di vendere attrezzatura militare alla Turchia. Il sistema creato dalla Russia, inoltre, secondo Çavuşoğlu, non rappresenterebbe una minaccia per l’Alleanza.

Nei giorni scorsi, invece, il generale americano David Deptula, attualmente in pensione, aveva spiegato che “i turchi devono fare una scelta. O stanno dalla parte della NATO, o devono muoversi in direzione della fazione russa in termini di difesa”. Secondo Deptula, la NATO non integrerà mai un sistema S-400 nel proprio sistema integrato di difesa aerea, perchè ciò permetterebbe al sistema messo a punto dai russi di raccogliere informazioni e dati circa le tattiche operative usate dall’Alleanza e tali procedure potrebbero essere trasmesse ad altri utenti. Anche la presenza di un F-35 in funzione nei paraggi permetterebbe al sistema S-400 di ricavare informazioni chiave inerenti al raggio di rilevamento e ad altre caratteristiche del velivolo, minando potenzialmente ogni elemento di sorpresa.

Il generale Tod Wolters, invece, comandante aereo alleato della NATO, aveva dichiarato che la questione è preoccupante, ma che occorre lavorare per mantenere stretti legami militari con la Turchia, membro della NATO, e che i contatti con le forze aeree turche restano ben saldi, nonostante la disputa sugli S-400 e sulle potenziali minacce alla sicurezza dell’Alleanza militare. “Allo stato attuale, tutte le conversazioni inerenti a tale questione non hanno minato per nulla la forte relazione che intratteniamo con le forze aeree turche, né la grande alleanza che le nostre due nazioni condividono”, aveva spiegato Wolters, concludendo: “Vogliamo assicurarci che stiamo continuando su questo sentiero”.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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