Israele: raid israeliano contro Hamas

Pubblicato il 17 luglio 2018 alle 12:14 in Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un raid aereo israeliano ha colpito 2 postazioni di Hamas, lunedì 16 luglio, in risposta all’utilizzo palestinese di aquiloni e palloncini incendiari lanciati da Gaza. Tale attacco rappresenta una riposta più dura da parte dello Stato Ebraico nei confronti degli ordigni esplosivi improvvisati che vengono lanciati in territorio israeliano dalla Striscia, a partire da aprile. Secondo quanto riporta The New Arab, i bombardamenti si sarebbero verificati a Beit Hanoun, nella zona settentrionale di Gaza e non avrebbero procurato alcun ferito. L’area in questione, a detta dell’esercito israeliano, corrisponderebbe al territorio di lancio dei palloncini.

Un portavoce del servizio antincendio israeliano ha riferito che nella giornata di lunedì 16 luglio sono scoppiati 4 incendi a causa di diversi dispositivi incendiari. Il numero in questione, tuttavia, è significativamente minore rispetto alla media, verificatasi recentemente, la quale prevede circa 24 incendi giornalieri, secondo la dichiarazione del portavoce dei vigili del fuoco, Eli Cohen.

Alla luce di ciò, è importante evidenziare che l’attacco del 16 luglio è arrivato dopo che Hamas e Israele si sono accordati per istituire un cessate-il-fuoco, sabato 14 luglio. Tale decisione è stata presa dopo il lancio di oltre 200 razzi palestinesi e alcuni raid aerei da parte di Israele. Nonostante, il gruppo terroristico palestinese abbia ufficialmente annunciato il cessate il fuoco, il lancio di aquiloni e palloncini incendiari sembra continuare. Non a caso, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che l’uso dei dispositivi deve cessare.

Dall’inizio delle manifestazioni, cominciate in occasione della “Marcia del Ritorno”, il 30 marzo, più di 130 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane, mentre lo Stato Ebraico non ha riportato alcuna vittima. Con le proteste viene richiesto, tra le altre cose, che Israele restituisca tutti i territori confiscati alla Palestina durante la guerra del 1948 e che venga sollevato l’embargo sulla Striscia di Gaza.

I palestinesi sostengono che le loro proteste rappresentino un’ondata di rabbia popolare contro Israele da parte dei rifugiati che avvocano il diritto di ritornare nelle proprie case, dalle famiglie da cui sono stati allontanati o separati 70 anni prima, a causa della fondazione dello Stato di Israele, avvenuta il 14 maggio 1948. Lo Stato Ebraico, dal canto suo, sostiene che le proteste e le manifestazioni siano organizzate dal gruppo islamista Hamas, il quale controlla la Striscia di Gaza e nega al Paese il diritto di esistere.

Israele ha accusato Hamas di aver sobillato le proteste per sviare l’attenzione dei cittadini dai problemi economici e dalla grave carenza di scorte energetiche di cui soffre Gaza, patria di 2 milioni di palestinesi, oltre metà dei quali sono rifugiati di guerra o loro discendenti. A partire da giugno del 2007, lo Stato Ebraico, insieme all’Egitto, ha imposto un blocco terrestre, aereo e marittimo dell’entrata nell’area della Striscia di Gaza governata da Hamas.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.