Siria-Israele: tensioni vicino alle alture del Golan

Pubblicato il 16 luglio 2018 alle 11:56 in Israele Siria

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Le forze del governo del presidente siriano, Bashar al-Assad, domenica 15 luglio, hanno espanso l’offensiva in corso nel sud del Paese fino alla provincia di Quneitra, regione adiacente alle alture del Golan occupate da Israele. Allo stesso tempo, centinaia di combattenti ribelli e le relative famiglie hanno iniziato a lasciare Daraa, il luogo di nascita della rivolta contro il regime di Assad, per poi essere trasferiti verso aree nel nord del Paese, secondo l’accordo negoziato con la Russia venerdì 6 luglio.

Secondo quanto riportato da Reuters, 28 attacchi aerei, una fitta artiglieria e diversi bombardamenti missilistici, presumibilmente russi, avrebbero colpito il villaggio di Mashara, nella provincia di Quneitra, a circa 11 km dalla frontiera del Golan. L’offensiva portata avanti nell’area controllata dall’opposizione, segna il primo attacco aereo di questo tipo da circa un anno. I bombardamenti si sono verificati a circa 4 km dalla linea che divide la zona della United Nations Disengagement Observer Force, area demilitarizzata e monitorata dalle Nazioni Unite sin dal 1974.

Prima del attacco, lo Stato Ebraico aveva segnalato che non avrebbe impedito l’offensiva, ma che avrebbe reagito con una “dura risposta” nei confronti delle forze del regime siriano, nel caso in cui queste si fossero avvicinate troppo alle alture del Golan. Israele ha inoltre sottolineato che non tollererà alcuna presenza iraniana o Hezbollah vicino al proprio confine e che non cederà il Golan alla Siria ma, al contrario, farà pressioni per il riconoscimento statunitense della sovranità israeliana nella zona, occupata nel 1967 e annessa illegalmente nel 1981. 

Secondo Reuters, domenica 15 luglio, alcuni missili israeliani avrebbero colpito una base militare siriana nei pressi dell’aeroporto di Nairab, nella periferia della città di Aleppo. L’offensiva ha causato la morte di 9 persone e danni materiali. Secondo l’agenzia di stampa siriana SANA, l’attacco sarebbe altresì un tentativo di sostenere i ribelli nel sud della Siria. Le Israel Defense Forces non hanno commentato al riguardo. Venerdì 13 luglio, un drone siriano ha volato per circa 10 km nel territorio settentrionale di Israele prima di essere intercettato da un missile Patriot e cadere al sud del Mar di Galilea. Il dispositivo è stato il secondo drone siriano a volare nel territorio dello Stato Ebraico in una settimana. Israele, preoccupato per la presenza iraniana e Hezbollah in Siria, ha colpito decine di posizioni iraniane in Siria nel corso del confitto in corso da 7 anni ormai.

L’Iran è un alleato chiave del presidente siriano, Bashar al-Assad, e sostiene il regime con un certo numero di milizie, tra cui Hezbollah del Libano. I contingenti del regime, sostenuti dall’esercito russo, hanno preso il controllo della provincia di Daraa in seguito all’offensiva iniziata il 19 giugno. In mano ai ribelli, rimangono alcune strisce di territorio tra Deraa e Quneitra. Mentre altre aree al confine con la Giordania rimangono in mano ai militanti dello Stato Islamico. Per quanto riguarda Quneitra in particolare, i ribelli attualmente controllano ancora il 70% del territorio, mentre Daraa e Sweida sono sotto l’egemonia del regime.

Un’ingente operazione per la consegna di aiuti umanitari è iniziata lunedì 16 luglio per supportare le aree della Siria sud-occidentale, ora in mano ad Assad. Secondo una dichiarazione della Syrian Arab Red Crescent (SARC), 16 camion che trasportavano 3.000 pacchi di cibo avrebbero raggiunto le città di Nassib e Um al-Mayathen, nella provincia di Daraa, nei pressi del confine con la Giordania. I bombardamenti del regime, iniziati il 19 giugno nei pressi di Daraa, hanno causato la morte di più di 160 civili e costretto più di 330.000 persone a lasciare le loro case.

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Alice Bellante

di Redazione

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