Sud Sudan: ONU impone embargo sulle armi

Pubblicato il 15 luglio 2018 alle 6:02 in Africa Sud Sudan

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto un embargo sulle armi in Sud Sudan, circa 5 anni dopo l’inizio della guerra civile nel Paese.

Venerdì 13 giugno, l’organo dell’ONU si è riunito per votare la questione. La bozza di Risoluzione, redatta dagli Stati Uniti, ha ottenuto il minimo di 9 voti per essere approvata da Costa d’Avorio, Francia, Kuwait, Olanda, Perù, Polonia, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti , mentre 6 membri, ossia Bolivia, Cina, Guinea Equatoriale, Etiopia, Kazakistan e Russia si sono astenuti, diffidenti nell’approvare la misura, a causa dei tentativi regionali di riavviare il processo di pace del Sud Sudan. Nel Paese africano sono in corso i negoziati per discutere un nuovo trattato di pace tra i ribelli, capeggiati dal leader di etnia nuer, Riek Machar, e le forze governative, guidate dal presidente di etnia dinka, Salva Kiir.

L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha spiegato che l’adozione di tale Risoluzione si è rivelata necessaria. “Per porre fine alle violenze nel Paese, dobbiamo fermare il flusso di armi che alcuni gruppi stanno utilizzando per combattere e per terrorizzare le persone” ha aggiunto la Haley.

Tuttavia, l’ambasciatore del Sud Sudan presso l’ONU, Akuei Bona Malwal, ha spiegato al Consiglio di Sicurezza che tale misura metterà in pericolo la pace e che è stata “uno schiaffo in faccia” a tutte quelle organizzazioni che stanno cercando di riportare la pace nel Paese africano. L’ambasciatore dell’Etiopia presso le Nazioni Unite, Tekeda Alemu, prima del voto aveva spiegato ai funzionari che imporre un embargo sulle armi avrebbe minato il processo di pace e che l’Unione Africana e il blocco regionale dell’Africa dell’Est IGAD ritiene che questo non sia il momento più adatto per adottare una Risoluzione del genere. L’ambasciatore cinese presso l’ONU, Ma Zhaoxu, ha spiegato che il Consiglio di Sicurezza avrebbe dovuto ascoltare i leader africani.

Una Risoluzione simile a quella approvata venerdì 13 luglio era già stata proposta al Consiglio di Sicurezza dagli Stati Uniti, nel 2016, ma non aveva ricevuto abbastanza voti positivi per essere approvata.

La guerra civile in Sud Sudan è cominciata nel 2013, due anni dopo che il Paese aveva ottenuto l’indipendenza dal Sudan, dove il presidente, Salva Kiir, aveva accusato il suo allora vice, Riek Machar, di aver pianificato un colpo di Stato. Negli anni, il conflitto si è esteso e le lotte si sono intensificate, con più di una dozzina di fazioni scagliate le une contro le altre. A giugno, Kiir e Machar avevano stretto un accordo per un cessate-il-fuoco permanente, diffondendo la speranza che la guerra civile nel Paese sarebbe finita. Tuttavia, in precedenza, numerose tregue erano già state infrante.

La guerra civile ha ucciso migliaia di persone e ne ha forzate centinaia a fuggire dalle loro case, facendo scoppiare una crisi umanitaria. 7 milioni di sud-sudanesi, ossia più della metà della popolazione del Paese, avrà bisogno di aiuti alimentari nel 2018, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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