Israele: istituito cessate-il-fuoco con i palestinesi

Pubblicato il 15 luglio 2018 alle 9:56 in Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I gruppi di militanti di Gaza e Israele si sono accordati per istituire un cessate-il-fuoco, sabato 14 luglio, secondo quanto riportato da un funzionario palestinese. La decisione è stata presa dopo il lancio di oltre 100 razzi palestinesi e alcuni raid aerei da parte di Israele.

“Molte fazioni si stanno impegnando sin dall’inizio dell’aumento delle tensioni e il bombardamento israeliano su Gaza” ha spiegato il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum. In una seconda dichiarazione, il gruppo terroristico ha confermato di aver raggiunto una tregua. Un funzionario della difesa israeliano ha sottolineato che “solamente i fatti contribuiranno alla nostra futura risposta”.

Tuttavia, qualche ora dopo l’annuncio della tregua, l’esercito israeliano ha riportato che i palestinesi hanno sparato 2 colpi di mortaio contro le sue truppe, che hanno risposto colpendo l’arma utilizzata nell’attacco verso la Striscia di Gaza, senza causare vittime.

L’aumento delle violenze nell’area ha fatto seguito alle crescenti critiche pubbliche verso il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a causa del fallimento nel contrastare le nuove tattiche palestinese di utilizzo di aquiloni e palloncini incendiari lanciati da Gaza, che hanno arso alcuni campi coltivati nella parte meridionale di Israele.

Dopo il lancio di oltre 100 razzi da parte dei palestinesi, avvenuto sabato 14 luglio, in una dichiarazione Netanyahu aveva spiegato che dopo una serie di consultazioni con il ministro della Difesa, il capo dello staff e alcuni funzionari di alto livello della Difesa israeliana, era stata presa la decisione di agire con forza contro il terrorismo di Hamas, pertanto era stato autorizzato quello che è stato definito “il più grande attacco contro Hamas dall’inizio della guerra a Gaza, nel 2014. Inoltre, il premier israeliano ha aggiunto che tali operazioni aumenteranno di intensità, se necessario. Tuttavia, il ministro dell’Intelligence, Israel Katz, ha dichiarato che gli attacchi non devono essere considerati l’inizio di una campagna militare contro la Striscia di Gaza. “Le attività alle quali abbiamo dato inizio vogliono far capire che Israele non tollererà razzi, esplosivi, bombe o aquiloni incendiari. Le nostre azioni delineano un chiaro limite: da ora in avanti, non permetteremo niente del genere” ha spiegato Katz.

Gli ultimi scontri erano cominciati venerdì 13 luglio, quando migliaia di palestinesi si erano raccolti nell’area di confine tra Israele e Gaza per una protesta settimanale, le quali vanno avanti da 4 mesi. I manifestanti avevano scagliato pietre, pneumatici incendiati, esplosivi e bombe contro le truppe israeliane, facendo scattare la loro risposta mediante incursione aeree. Secondo Tel Aviv, Hamas sta organizzando le proteste settimanali per distrarre dai problemi governativi e per fornire copertura a quei militanti che effettuano attacchi oltre il confine. Il gruppo terroristico ha respinto queste dichiarazioni, rimpallando la responsabilità delle tensioni a Israele.

Dall’inizio delle manifestazioni, cominciate in occasione della “Marcia del Ritorno”, più di 130 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane. Con le proteste viene richiesto, tra le altre cose, che Israele restituisca tutti i territori confiscati alla Palestina durante la guerra del 1948 e che venga sollevato l’embargo sul Paese.

La Striscia di Gaza, che accoglie circa 2 milioni di palestinesi, è affetta da profonda povertà. Le sue infrastrutture vitali stanno collassando a causa di un blocco imposto sull’area da Israele circa 12 anni fa e volto a contenere le minacce alla sicurezza da parte di Hamas. Anche l’Egitto tiene chiuso il suo attraversamento di confine con Gaza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.