Trump attacca la Germania per le sue contraddizioni sulla Russia

Pubblicato il 13 luglio 2018 alle 9:45 in Germania USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante il vertice NATO dell’11 luglio, si è espresso in maniera critica nei confronti del progetto Nord Stream 2, che prevede la realizzazione di un gasdotto lungo 1.200 chilometri destinato al trasporto del gas dalla Russia orientale alla Germania settentrionale, passando attraverso il Mar Baltico. Il percorso previsto è lo stesso del gasdotto Nord Stream, in grado di trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Il nuovo progetto è nato in seguito all’esperienza positiva del Nord Stream quando, nell’ottobre 2012, era stato deciso di costruire la terza e la quarta stringa del gasdotto, oggi conosciute appunto con il nome di Nord Stream 2. Secondo le stime di Gazprom, con l’implementazione del secondo progetto, prevista per la fine del 2019, la capacità aggregata di Nord Stream e Nord Stream 2 dovrebbe arrivare a 110 miliardi di metri cubi per anno.

La prospettiva, che irrita Trump, è che la Germania farà affari sempre più grandi con la Russia. Il presidente americano coglie una contraddizione. Da una parte, la Germania chiede protezione militare agli Stati Uniti per essere difesa dalla Russia; dall’altra, conduce affari per miliardi con il Paese da cui si sente minacciata. Ecco perché Donald Trump, rivolgendosi alla Merkel, ha affermato: “Dobbiamo parlare dei miliardi e miliardi di dollari che vengono pagati al paese da cui potremmo proteggervi”. La Germania, Paese di arrivo dei gasdotti, ha acquistato dalla Russia, nel 2017, una quantità che va dal 50 al 75% delle sue importazioni totali. Tutto ciò ha provocato l’ira di Trump, che ha definito lo Stato Tedesco “prigioniero della Russia”. Il risentimento del capo della Casa Bianca è stato aggravato dal fatto che la Germania, come la quasi totalità dei membri della NATO, non ha raggiunto la soglia del 2% delle PIL per la difesa, come Trump ha sottolineato in un tweet.

Tuttavia, le contraddizioni del governo tedesco non sono l’unica ragione delle critiche di Trump. Per via della situazione energetica in cui versa l’Europa, il cui fabbisogno energetico aumenta e le risorse diminuiscono (precisamente, di un terzo nel 2016) gli Stati Uniti speravano che il loro gas potesse conquistare il mercato del continente. Per l’appunto, Trump ha proposto ai suoi alleati europei di sostituite il gas russo con quello statunitense, che però è più costoso a causa dei costi di traporto.

La replica della Merkel è stata spigolosa: “Io stessa ho fatto esperienza di una parte della Germania controllata dall’Unione Sovietica, e sono felice che oggi siamo uniti in libertà come Repubblica Federale di Germania”, ha replicato Angela Merkel, cresciuta in Germania Est, puntualizzando che il paese decide le sue politiche e prende le sue decisioni liberamente. Inoltre, secondo il Washington Post, due partecipanti ad un incontro NATO a porte chiuse, hanno riportato che la Merkel ha ricordato agli altri 28 leader che il presidente russo Vladimir Putin ha svolto, come ufficiale del KGB, alcune attività nel suo Paese, lasciando intendere di avere poca tolleranza verso le insinuazioni secondo cui lo Stato tedesco sarebbe controllato dal Cremlino.

Trump non è l’unico oppositore del progetto: a non vedere di buon occhio il Nord Stream 2 sono anche gli Stati attraverso cui passano gli attuali gasdotti che collegano la Russia all’Europa, come la Polonia e l’Ucraina, che temono di perdere il loro peso derivante dal ruolo di Paesi di transito. Ciò che temono, oltre ad una diminuzione delle rendite di transito, è che, nell’eventualità in cui sorgessero problemi di sicurezza energetica, l’Unione Europea non prenda le loro parti. È appunto accaduto che Putin abbia chiuso l’approvvigionamento di gas in Ucraina durante la crisi in Crimea del 2014. In quell’occasione, l’Unione Europea, temendo di essere a sua volta penalizzata da una simile decisione, riuscì ad ottenere la riapertura degli approvvigionamenti dell’Ucraina, grazie alle pressioni su Putin. Con l’approvazione del North Stream 2, l’UE potrebbe essere meno interessata a mediare in situazioni analoghe, dal momento che il suo approvvigionamento non sarebbe più così dipendente dai paesi terzi. Il nuovo progetto consentirebbe di duplicare l’arrivo di gas attraverso un gasdotto che transita esclusivamente in Russia e in Germania. Tuttavia, rassicurazioni per il futuro di Kiev sono arrivate il 10 aprile di quest’anno da Angela Merkel che, durante un incontro con il presidente dell’Ucraina, Pietro Poroshenko, in riferimento ad una sua telefonata con Vladimir Putin, ha dichiarato: “Ho detto chiaramente che il progetto Nord Stream 2 non è possibile senza chiarezza sul futuro ruolo di transito dell’Ucraina”, come riporta The Guardian.

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Cristina Lipari

di Redazione

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