NATO: il segretario generale incontra il presidente dell’Ucraina per parlare di riforme

Pubblicato il 13 luglio 2018 alle 8:42 in NATO Ucraina

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha incontrato, durante il vertice del 12 luglio, il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko. All’incontro era presente anche il presidente della Georgia, Giorgi Margvelashvili. L’obiettivo principale dell’incontro era quello di discutere della sicurezza in Ucraina. Il segretario generale ha altresì rinnovato il supporto dell’alleanza atlantica per l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’annessione della Crimea da parte della Russia e “le ripetute violazioni del cessate il fuoco e dei diritti umani”, come riportato sul sito della NATO.

Riguardo ai cessate il fuoco, Stoltenberg ha ricordato che la via per la pace può essere percorsa solo attraverso l’implementazione delle misure previste dagli Accordi di Minsk. Il Protocollo di Minsk è stato firmato il 5 settembre 2014 dai rappresentanti di Russia, Ucraina e delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, sotto l’egida dell’OSCE, pochi mesi dopo l’annessione russa della Crimea, avvenuta a marzo. L’accordo è composto da dodici punti che le due parti avrebbero dovuto rispettare per avvicinarsi ad un processo di pacificazione. Il primo di questi era proprio un cessate il fuoco bilaterale immediato, che è però crollato nel giro di poco tempo, con la seconda battaglia per l’Aeroporto del Donetsk. Per questo motivo, il 12 febbraio 2015, i leader di Francia, Germania, Russia e Ucraina si sono riuniti per approvare un “Pacchetto di Misure per l’Implementazione degli Accordi di Minsk”, oggi noto come Minsk II. Ciò nonostante, il confronto continua e, anche oggi, Stoltenberg ha invitato la Russia a ritirare le sue truppe ed il suo supporto per i militanti in Ucraina.

Durante l’incontro, si è inoltre parlato dell’interesse dell’Ucraina ad aderire all’alleanza atlantica, obiettivo che Stoltenberg ha prontamente definito “a lungo termine”, congratulandosi però con Poroshenko per i progressi fatti nel campo delle riforme.  Il riferimento è proprio alla legge di sicurezza nazionale, approvata dal Parlamento ucraino il 21 giugno di quest’anno e firmata dal presidente il 5 luglio. Il segretario generale ha inoltre affermato che questo è un importante passo “per stabilire il controllo civile e democratico sulle forze armate e sui servizi di sicurezza”, ed ha sottolineato l’importanza della sua implementazione. La legge fornisce anche un quadro per l’interoperabilità delle forze armate Ucraine con la NATO, obiettivo che Kiev si è proposta di raggiungere entro il 2020.

La nuova legge di sicurezza nazionale è stata accolta con entusiasmo anche dagli Stati Uniti: la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, l’ha definita, in un comunicato stampa del 6 luglio, “in linea con i principi occidentali”. Anche in questo caso, l’enfasi è posta sulla sua implementazione, con particolare riguardo per l’istituzione di un comitato di controllo per il settore della sicurezza. Tuttavia, la strada per la piena integrazione tra l’Ucraina e l’Occidente è ancora lunga, e per raggiungerla è necessaria una nuova legge sui Servizi di Sicurezza del Paese, come ha ricordato la portavoce americana, dichiarando inoltre che Washington è pronta a supportare le riforme di Kiev nei settori della sicurezza e della difesa e a rafforzare le capacità del Paese di difendere la propria integrità territoriale. 

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di Redazione

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