USA: al lavoro per rimuovere il Sudan dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo

Pubblicato il 5 luglio 2018 alle 13:54 in Sudan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti sono al lavoro per rimuovere il Sudan dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, considerato l’impegno di Khartoum a porre fine alle sue relazioni con la Corea del Nord. Lo ha dichiarato l’Incaricato d’Affari statunitense a Khartoum, Steven Koutsis, in un commento durante la celebrazione del 4 luglio, presso l’ambasciata americana nella capitale sudanese. Sebbene Khartoum non abbia legami ufficiali con Pyongyang, Washington ha esercitato pressione perché quelli esistenti fossero rescinti. Il Sudan ha quindi annunciato che le industrie di armi hanno tagliato i legami con la Corea del Nord, “una priorità fondamentale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, come l’ha definita Koutsis che ha, quindi, sottolineato l’apprezzamento di Washington per le azioni intraprese dal Sudan e da tutti gli alleati e partner americani in tutto il mondo a sostegno della pressione diplomatica ed economica degli Stati Uniti sul regime nordcoreano.

“Rimangono molte sfide, molte delle quali devono essere risolte dai sudanesi”, ha chiarito Koutsis che, tuttavia, ha riconosciuto che “finché il Sudan rimarrà sulla lista degli Stati sponsor del terrorismo, queste sfide saranno più difficili da superare”. Il funzionario statunitense, pertanto, ha assicurato che l’ambasciata “lavorerà con tutta la sua energia e attenzione per creare le condizioni per la rimozione del Sudan dalla lista”. 

L’amministrazione Trump ha cominciato a valutare l’opportunità di rimuovere il Sudan dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo già nel novembre 2017. Washington aveva qualificato il Sudan come un Paese che supporta il terrorismo nel 1993, sostenendo che Khartoum appoggiava militanti che pianificavano di colpire il palazzo dell’Onu a New York e i quartier generali dell’FBI.

 Le relazioni tra i due Paesi sono migliorate nel corso dell’amministrazione Obama, che nel 2015, dopo una serie di colloqui con gli ufficiali sudanesi, aveva proposto una nuova roadmap per la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi e la sospensione delle sanzioni, imposte nel 1997 dall’allora presidente americano, Bill Clinton, per supporto al terrorismo internazionale, in particolare i legami di Khartoum con gruppi terroristici, come Al Qaeda di Osama bin Laden che ha vissuto nel paese tra il 1992 e il 1996, i continui tentativi di Khartoum di destabilizzare i governi vicini e le violazioni dei diritti umani all’interno del Paese. La sospensione delle sanzioni era poi stata rimandata fino a quando l’attuale presidente americano, Donald Trump, ha annunciato, il 6 ottobre 2017, di volerle revocare e ha eliminato il Paese dal bando anti-immigrati, il 24 settembre 2017. Il bando vietava ai sudanesi l’ingresso negli Stati Uniti, in quanto considerati minacciosi per la sicurezza nazionale. Khartoum, in cambio, aveva allentato i rapporti diplomatici con la Corea del Nord. 

Il Sudan, e in particolare la sua Banca Centrale, hanno accolto positivamente l’annuncio americano. Il Sudan, infatti, è impaziente di essere cancellato dalla lista dal momento che questo dovrebbe accrescere la capacità di attirare gli investimenti da parte delle imprese nel Paese africano, alle prese con serie difficoltà economiche, dalla perdita di gran parte degli introiti derivanti dal petrolio, in seguito alla scissione del Sud Sudan, nel 2011, all’alto debito pubblico, che ammonta attualmente a 50 miliardi di dollari.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.