Etiopia: licenziati 5 funzionari carcerari per abusi su prigionieri

Pubblicato il 5 luglio 2018 alle 15:52 in Africa Etiopia

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Le autorità etiopi hanno licenziato 5 alti funzionari carcerari in seguito alla pubblicazione di un report, mercoledì 4 luglio, in cui l’ONG Human Rights Watch ha denunciato le torture e gli abusi commessi in una famigerata prigione del Paese, nella regione di Ogaden. L’organizzazione ha anche esortato il governo a portare in giudizio i responsabili delle violenze.

L’annuncio dei licenziamenti, tra i quali c’è quello del direttore dell’amministrazione della prigione federale, sono stati comunicati, lo stesso mercoledì 4 luglio, sul canale televisivo statale Fana dal procuratore generale Berhanu Tsegaye. L’uomo ha affermato che il provvedimento è stato deciso nel rispetto dei diritti stabili nella Costituzione. Tali licenziamenti rappresentano l’ultima di una serie di riforme radicali che il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha adottato da quando è entrato in carica, il 2 aprile 2018. L’8 giugno, il premier ha sostituito il capo di Stato maggiore dell’esercito, Samora Yunis, e quello dell’intelligence nazionale, Getachew Assefa. Denunciando pubblicamente l’uso della violenza sui prigionieri politici, il 18 giugno Abiy aveva presentato una breve relazione al Parlamento in cui dichiarava che l’era della tortura di Stato è finita. “La costituzione dice che chiunque sia stato condannato da un tribunale può essere torturato e chiuso in una stanza buia? Non è così. Torturare è il nostro atto di terrorismo”, ha riferito il premier ai parlamentari. Il 3 giugno è stata poi approvata la revoca dello stato di emergenza nel Paese, due mesi prima di quanto previsto dal vecchio governo.

Secondo quanto affermato dal ricercatore di Human Rights Watch, Felix Horne, nonostante le recenti riforme, Abiy deve ancora smantellare la cultura dell’impunità che vige in Etiopia e assicurare che i responsabili degli abusi vengano puniti. I prigionieri di Ogaden vengono abusati sistematicamente da anni, con scarso accesso alle cure mediche e al cibo, si legge nel rapporto. I detenuti hanno dichiarato di essere stati denudati e picchiati di fronte a tutti e costretti a compiere atti umilianti davanti ai compagni di prigione.

Gli analisti sostengono che il principale ostacolo alla politica riformatrice di Abiy sia la resistenza del gruppo estremista del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrè (TPLF), il partito politico dominante in Etiopia dal 1991, quando il Fronte Democratico Rivoluzionario Popolare dell’Etiopia ha rovesciato il regime di Mengistu Haile Mariam, che governava dal 1977. Il TPLF è dominato dai tigrini, mentre Abiy fa parte del gruppo etnico degli Oromo. L’ex direttore dell’amministrazione penitenziaria federale, Gebreyesus Gebregziabher, apparteneva al TPLF mentre il suo sostituto è un membro del partito di Abiy, l’Organizzazione democratica popolare degli Oromo.

Il nuovo premier Abiy Ahmed, ex tenente-colonnello dell’esercito, è stato eletto il 27 marzo 2018. Da quando ha assunto la carica di primo ministro, ha promesso “un nuovo inizio politico” per il Paese, che includerebbe l’avvio di riforme democratiche e la fine delle proteste attraverso varie riforme in materia di sicurezza. Abiy si è anche impegnato a far passare alcuni provvedimenti in favore del rilascio di migliaia di prigionieri, accusati di terrorismo o incitamento alla rivoluzione, in genere membri dell’opposizione negli anni del governo del predecessore, Hailemariam Desalegn.

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Chiara Gentili

di Redazione

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