Tunisia: aperto Centro di documentazione sulle migrazioni

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 16:32 in Africa Tunisia

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L’Osservatorio tunisino delle migrazioni (ONM) ha inaugurato, martedì 3 luglio, il proprio Centro di documentazione e risorse sulle migrazioni, situato nella capitale, per raccogliere i documenti, le notizie e i dati statistici in merito al fenomeno migratorio nel Paese nordafricano. Al contempo, l’ONM ha anche lanciato una nuova versione del proprio sito web, dando agli utenti la possibilità di accedere a una piattaforma che utilizza diverse fonti, tra cui riviste scientifiche, libri, articoli e studi, e riporta informazioni su vari argomenti relativi alla migrazione tunisina. Il nuovo sito è inoltre arricchito da una libreria multimediale con più di 580 riferimenti.

Il Centro di documentazione e risorse sulle migrazioni conta più di 200 documenti, libri, diari e rapporti disponibili in arabo, francese e inglese, oltre circa 450 riviste cui i visitatori possono accedere tramite un motore di ricerca dedicato. Sia il Centro sia il sito saranno regolarmente aggiornati con nuove pubblicazioni di specialisti della migrazione a livello regionale, nazionale e internazionale, diventando un riferimento per accademici, professionisti e ricercatori che lavorano su quei temi.

L’iniziativa nasce grazie al sostegno dell’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (IOM), che collabora con l’ONM e il governo tunisino per creare un supporto all’Osservatorio nazionale sulle migrazioni, finanziato dal Fondo per lo sviluppo dell’IOM. Lo scopo di questo progetto di sostegno è non solo la condivisione delle conoscenze e dei dati sulle migrazioni ma anche il rafforzamento delle capacità degli attori che lavorano nel campo, creando un sistema di raccolta ed elaborazione delle informazioni utili ai responsabili politici nello sviluppo delle politiche migratorie. Secondo quando riportato dall’agenzia di stampa Ansamed, il progetto “dimostra l’interesse del governo tunisino nell’attuazione della Strategia nazionale della migrazione, che mira a fornire risposte adeguate alle problematiche e ai problemi contestuali della questione migratoria, prestando particolare attenzione alla disponibilità di un sistema di capitalizzazione delle informazioni e della conoscenza e raccolta di dati, della loro analisi e condivisione”.

A partire da gennaio 2018, la Tunisia ha bloccato circa 6.000 migranti che intendevano lasciare le sue coste alla volta dell’Europa, un netto aumento rispetto alle poche centinaia fermate nello stesso periodo l’anno scorso. Con la progressiva diminuzione delle traversate dalla Libia, registrata a partire dal luglio 2017, sono state attivate nuove rotte migratorie dalla Tunisia e dall’Algeria.  La tratta tunisina, in particolare, ha attirato l’attenzione delle autorità italiane ed europee, preoccupate dalla presenza di estremisti infiltrati tra i migranti che giungono in Italia.

Negli ultimi giorni sono emerse tensioni tra l’Italia e la Tunisia in seguito ai commenti rilasciati dal nuovo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, il quale aveva affermato che “la Tunisia non manda nel nostro Paese soltanto gentiluomini ma, spesso e volentieri, anche i galeotti”. Il 4 giugno, il Ministero degli Esteri tunisino ha ricevuto l’ambasciatore italiano a Tunisi, a cui ha riferito che le parole di Salvini “non riflettono la cooperazione tra i due Paesi nell’ambito dell’immigrazione e indicano altresì una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisi e italiani”. Occorre ricordare che, il 9 febbraio 2017, l’Italia e la Tunisia avevano firmato una dichiarazione congiunta sull’immigrazione. In tale occasione, l’allora ministro degli Esteri, Angelino Alfano, e l’omologo tunisino, Khemaies Jhinaoui, avevano discusso circa l’aumento della cooperazione bilaterale in diversi settori, tra cui la sicurezza. I due ministri avevano poi concluso un accordo sulla gestione del fenomeno migratorio, sul traffico di esseri umani e sul rafforzamento delle frontiere. In proposito, il primo ministro tunisino, Yussef al-Shahed, aveva dichiarato che l’Europa aveva bisogno di avviare progetti strategici con tutti gli Stati a sud del Mediterraneo per aumentare il controllo dei flussi migratori. Salvini ha replicato alle affermaizoni del Ministero tunisino, giustificando di aver detto soltanto che “i flussi dalla Tunisia portano in Italia non solo persone per bene”. Da parte sua, l’ambasciatore italiano a Tunisi ha specificato che Roma vuole continuare a collaborare con la Tunisia in ambito migratorio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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