Sudan: autorità contestano avviso USA per i viaggiatori  

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 11:41 in Africa Sudan

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Le autorità sudanesi hanno espresso rammarico per l’ultimo avviso ai viaggiatori rilasciato dagli Stati Uniti, il quale esorta i cittadini americani a non recarsi in visita nel Paese africano, a causa delle attività di “gruppi terroristici” che starebbero pianificando attacchi contro gli stranieri. La notizia è stata diffusa dal quotidiano di informazione The New Arab.

Il documento, rilasciato dal Dipartimento di Stato americano e pubblicato sul sito web dell’ambasciata americana a Khartoum, lunedì 2 luglio, identifica come aree maggiormente a rischio Darfur, la wilaya del Nilo Azzurro e il Kordofan Meridionale, ma mette in guardia i viaggiatori anche dal recarsi nelle zone di Kassala e nel Kordofan settentrionale. L’avviso riferisce altresì che “i gruppi terroristici continuano a pianificare attentati in Sudan, specialmente a Khartoum”, aggiungendo inoltre che essi “possono attaccare con poco o nessun avvertimento le strutture governative straniere e locali”, nonché le aree frequentate dai viaggiatori occidentali. In varie zone del Paese sarebbero, inoltre, frequenti gli arresti e le detenzioni arbitrari, anche di stranieri.

Il ministero degli Esteri sudanese ha dichiarato, tramite un comunicato, di essere contrario all’avviso rilasciato dagli USA, che sarebbe stato diffuso nonostante il miglioramento nella situazione politica e di sicurezza nel Paese, riconosciuto dall’ONU, dall’Unione Africana, dall’Unione Europea e dalla Lega Araba. Nella comunicazione, il ministero ha inoltre fatto sapere che l’ambiente “positivo” ha permesso alle delegazioni dell’ambasciata statunitense a Khartoum di viaggiare in maniera sicura attraverso tutti gli Stati del Darfur. Per questo, si legge, tale avviso contraddice gli ultimi report statunitensi sulla situazione nella provincia occidentale.

Il ministero sudanese ha lanciato un appello affinché Washington ritiri l’avviso ai viaggiatori, riaffermando, al contempo, il proprio impegno nel contrasto al terrorismo e per assicurare la sicurezza nella regione.

Gli Stati Uniti avevano imposto alcune sanzioni al Sudan nel 1997, per il presunto sostegno fornito dal terrorismo internazionale, i continui tentativi di destabilizzazione dei governi vicini e le violazioni dei diritti umani all’interno del Paese. Dopo decenni di difficili relazioni diplomatiche, i legami tra Washington e Khartoum sono migliorati sotto la presidenza di Barack Obama. In seguito, il 24 settembre 2017, l’amministrazione Trump ha rimosso il Paese dal bando anti-immigrati che impedisce ai cittadini provenienti da determinati Paesi di entrare negli Stati Uniti, per motivi di sicurezza nazionale. L’avviso del 2 luglio 2018 sostituisce quello precedente, rilasciato ad ottobre 2017, alcuni giorni dopo l’annullamento dell’embargo imposto a Karthoum nel 1997. Nonostante ciò, Washington ha mantenuto il Sudan nella lista degli stati “sponsor” del terrorismo internazionale, insieme ad Iran, Siria e Corea del Nord. I funzionari sudanesi ritengono che il fatto che Khartoum sia su tale lista dissuade le banche internazionali dal fare affari in Sudan e, di conseguenza, ostacola la ripresa economica del Paese.

Nel giugno del 2018 il ministero degli Esteri del Sudan ha annunciato l’annullamento di tutti i contratti firmati nel settore della difesa con la Corea del Nord, ammettendo, in questo modo, per la prima volta, l’esistenza di tali accordi con lo Stato asiatico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

 

di Redazione

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