Malawi: opposizione chiede dimissioni presidente

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 6:21 in Africa Malawi

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Il Malawi Congress Party (MCP), principale partito di opposizione del Malawi, ha chiesto le dimissioni del presidente, Peter Mutharika, accusato di aver ricevuto tangenti per un contratto governativo dal valore di 4 milioni di dollari. Da parte sua, Mutharika ha smentito le accuse, definendole “fake news” progettate allo scopo di diffamarlo, in vista delle elezioni previste nel Paese per il 2019. La notizia è stata diffusa da Reuters Africa nella giornata di lunedì 2 luglio.

“Noi dell’opposizione abbiamo, già in precedenza e instancabilmente, sollevato questioni riguardo la nauseante corruzione dell’amministrazione del Presidente Peter Mutharika” ha dichiarato il leader dell’MCP, Lazarus Chakwera, ai giornalisti di Reuters. Il partito ha aggiunto la propria voce a quella di vari gruppi della società civile i quali, a loro volta, hanno chiesto al presidente di dimettersi per permettere lo svolgimento di elezioni anticipate.

Al momento, l’Anti-Corruption Bureau (ACB), l’ente ufficiale anti-corruzione del Paese, sta indagando su un contratto illegale dal valore di 3,9 milioni di dollari, assegnato dal Malawi Police Service (MPS), il dipartimento di polizia del Malawi, a Pioneer Investments, una società di proprietà dell’imprenditore Zameer Karim. Tale contratto avrebbe previsto l’acquisto di 500.000 pacchi di razioni alimentari destinati all’MPS. Karim avrebbe depositato 145 milioni di kwacha del Malawi, pari a 200.000 dollari americani, su un conto appartenente al partito di governo, il Partito Progressista Democratico (DPP), di cui Mutharika sarebbe l’unico firmatario.

Stando a quanto riferito da Reuters, i due principali quotidiani di informazione del Malawi hanno già pubblicato quella che sostengono essere la relazione finale sulla vicenda, sebbene l’ACB abbia dichiarato di non aver ancora finalizzato il documento, poiché le indagini sono ancora in corso.

Mutharika, in carica dal 2014, ha reso noto di volersi ricandidare alla presidenza del Paese, ma le regolari accuse di corruzione potrebbero ostacolare la sua campagna elettorale. I malawiani si recheranno alle urne nel maggio 2019 per eleggere il presidente, il Parlamento e i consiglieri locali.

Anche il precedente capo di Stato del Malawi, Joyce Banda, era stata accusata di corruzione a seguito dello scandalo denominato “Capital Hill Cashgate”, che aveva colpito il sistema di gestione finanziaria delle elezioni malawiane. Tuttavia, al tempo, si era ritenuto che il giro di corruzione fosse già attivo prima che Banda venisse eletta alla guida del Paese.

Il Malawi è situato nel Sud dell’Africa. Degli oltre 18 milioni di abitanti del Paese, circa i tre quarti vive sotto la soglia di povertà, vale a dire con meno di 1,25 dollari americani al giorno. La ricchezza, frutto principalmente all’attività agricola, è concentrata nelle mani delle elites del Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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