Iraq: operazione contro lo Stato Islamico

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 15:06 in Iraq Medio Oriente

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Le forze irachene, mercoledì 4 luglio, hanno lanciato una grossa operazione contro lo Stato Islamico per liberare la regione ad est dell’autostrada di Diyala-Kirkuk. Tale offensiva arriva in risposta all’omicidio e al rapimento di civili da parte dei jihadisti, avvenuti tra 18 e il 20 giugno. Denominata “Vengeance for the Martyrs” o “vendetta per i martiri”, l’operazione coinvolgerà forze speciali, polizia e combattenti peshmerga curdi per scovare le cellule dell’ISIS ancora presenti nel Paese. Le truppe irachene per ora hanno distrutto 8 focolai del gruppo terroristico, oltre ad aver fatto esplodere 29 cariche esplosive a Diyala. “Tutti gli esplosivi, tra cui 21 bombe e 8 cinture esplosive, sono stati fatti detonare nel sito senza causare alcun danno” ha riportato il sito web iracheno, Alghad Press.

La manovra è sostenuta dall’aeronautica irachena e dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, la quale è intervenuta contro l’ISIS in Iraq e in Siria dopo che i jihadisti hanno preso il controllo di ampie parti di entrambi i Paesi il 29 giugno 2014. L’operazione ha segnato la prima volta che le forze federali irachene e i peshmerga hanno lavorato insieme dagli scontri dopo il referendum sull’indipendenza curda del 25 settembre 2017. I peshmerga sono l’esercito della regione federale del Kurdistan iracheno.  Allo stesso tempo, è importante ricordare che le forze armate irachene continuano ad effettuare operazioni militari, mirate per lo più in zone desertiche lontane da dove i jihadisti seguitano a compiere attacchi. Il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, aveva promesso di vendicare gli 8 iracheni uccisi dall’ISIS il tra il 25 e il 27 giugno e ha ordinato l’esecuzione di centinaia di terroristi condannati. 12 terroristi nel braccio della morte sono stati giustiziati il 29 dello stesso mese. 

L’ondata di violenze tra gruppi armati e forze governative ha provocato oltre 5 milioni di sfollati all’interno dell’Iraq, lasciando inoltre più oltre 11 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari.L’Iraq ha dichiarato il crollo dell’influenza territoriale dello Stato Islamico il 9 dicembre 2017, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. 

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Alice Bellante

di Redazione

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