Summit AU, presidente Mauritania: falle nella sicurezza del G5 Sahel

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 9:57 in Africa Mauritania

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Il presidente della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Aziz, ha affermato che la task force africana del G5 Sahel è afflitta da gravi falle nella sicurezza. La dichiarazione è stata rilasciata ad alcuni giornalisti di France 24, in apertura al trentunesimo vertice dell’Unione Africana (AU), iniziato domenica 1 luglio a Nouakchott, capitale della Mauritania. Presenti al summit 20 capi di stato e di governo africani e il presidente francese, Emmanuel Macron.

Lo stesso giorno, alcuni militanti hanno sferrato un attacco contro una pattuglia congiunta dell’esercito malese e delle truppe Barkhane, nel Mali settentrionale, che ha causato la morte di 4 civili e il ferimento di 4 degli 8 soldati francesi presenti sul territorio. Aziz ha duramente condannato sia tale attentato, sia quello avvenuto venerdì 29 giugno nella cittadina di Sévaré, quando alcuni islamici armati di missili e ordigni esplosivi hanno fatto irruzione nel quartier generale del G5 Sahel, causando 6 morti e diversi feriti. Stando a quanto riferito da France 24, entrambi gli attentati sono stati rivendicati da un gruppo collegato ad al-Qaeda, Nusrat al-Islam wal Muslimeen. 

Il presidente mauritano ha altresì affermato di trovare “incomprensibile” che né l’ONU, né la comunità internazionale si sentano incentivati a fornire il proprio aiuto, tramite un finanziamento alla task force. Stando a quanto dichiarato dalla Kuwait News Agency (KUNA), Aziz ha inoltre lanciato un appello ai leader dei Paesi africani, affinchè si impegnino a combattere le disuguaglianze sociali ed economiche, in modo da proteggere i giovani dalle derive estremistiche. “L’Africa deve affrontare molte sfide in materia di sicurezza, come il terrorismo, la radicalizzazione e il traffico di droga” ha altresì affermato il presidente, sostenendo la necessità di un’azione congiunta, che coinvolga tutti gli Stati del continente, per sconfiggere tali minacce.

Nel corso dell’incontro, anche il presidente ruandese, Paul Kagame, il cui Paese detiene attualmente la presidenza dell’UA, ha affermato che l’organizzazione continuerà a sostenere le popolazioni di Etiopia, Nigeria e Mali, colpite dalle violenze estremiste. “Ci rammarichiamo per la perdita di vite innocenti”, ha riferito Kagame.

Nel corso del summit verranno affrontati anche i temi della lotta alla corruzione, delle riforme istituzionali e l’istituzione di una zona di libero scambio continentale. Sono previste anche discussioni riguardo all’obiettivo di risolvere le crisi nei vari Paesi dell’Africa, del mar dei Caraibi e dell’Oceano Pacifico entro il 2026.

Il G5 Sahel, fondato il 16 febbraio 2014 a Nouakchott, in Mauritania, è un forum istituzionale per la cooperazione nell’Africa occidentale, che ha l’obiettivo di promuovere i legami economici tra i Paesi africani e combattere la minaccia terroristica nella regione. Nel febbraio del 2017 è stata lanciata l’operazione G5 Sahel Force, allo scopo di sconfiggere i gruppi armati attivi nell’Africa nord-occidentale e per contrastare lo sviluppo dell’estremismo violento. La missione si compone di 5.000 ufficiali, tra cui soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad. Già nel 2017 il presidente francese, Emmanuel Macron, tra i principali sostenitori del G5 Sahel, si era lamentato della lentezza delle operazioni preposte alla creazione dell’iniziativa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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