Australia: fine degli aiuti diretti alla Palestina

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 17:53 in Australia Palestina

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Il governo di Canberra ha deciso di porre fine agli aiuti diretti nei confronti dell’Autorità Palestinese dal momento che tali donazioni potrebbero aumentare la capacità dell’Autorità di supportare economicamente i palestinesi accusati di aver compiuto atti di violenza per motivazioni politiche.

Il ministro degli Affari Esteri australiano, Julie Bishop, ha affermato, lunedì 2 luglio, che il fondo fiduciario aperto presso la Banca Mondiale a sostegno dell’Autorità Palestinese era già stato ridotto a partire dalla fine del mese di maggio per timore che le donazioni elargite dall’Australia venissero utilizzate a sostegno di attività considerate contrarie alla posizione del Paese.

In seguito alla decisione di sospendere completamente gli aiuti diretti nei confronti della Palestina, il governo australiano ha deciso di spostare i 10 milioni di dollari australiani previsti presso il Fondo Umanitario delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, il quale sostiene i palestinesi e li aiuta a migliorare le proprie condizioni sanitarie e di sostentamento.

Nel corso degli anni’60 l’Autorità Palestinese aveva aperto un fondo dedicato al sostegno economico delle famiglie dei palestinesi detenuti da Israele o uccisi durante le manifestazioni contro gli israeliani. Si stima che circa 35.000 famiglie ricevano supporto da tale fondo, per un valore totale pari a circa 100 milioni di dollari all’anno.

La decisione presa dall’Australia si pone in linea con la scelta compiuta il 16 settembre 2017 dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di porre fine agli aiuti diretti nei confronti dell’Autorità Palestinese. Le motivazioni del presidente Trump sono state le stesse del governo di Canberra, ovvero il timore che tali fondi venissero utilizzati dalla Palestina per supportare i terroristi e le loro famiglie.

In difesa dell’Autorità Palestinese si era espresso il capo della delegazione generale palestinese presso gli Stati Uniti, Husam Zomlot, il quale aveva affermato che tale fondo fosse “a supporto delle famiglie che avevano perso i propri cari durante le atrocità compiute sotto occupazione”.

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Alice Barberis

di Redazione

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