Brexit: sviluppato terzo modello per la gestione dell’unione doganale

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 12:00 in Europa UK

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Downing Street ha prodotto un terzo modello per la gestione delle dogane dopo che il Regno Unito avrà lasciato l’Unione Europea, riferisce l’emittente britannica BBC. I dettagli del nuovo piano non sono ancora stati rivelati pubblicamente, ma i ministri anziani discuteranno della questione a Checkers, la residenza di campagna del primo ministro, venerdì 6 luglio. I ministri sono stati coinvolti recentemente in accese discussioni mentre cercavano di scegliere tra due modelli escogitati in precedenza e il prodotto di tali dibattiti sarebbe questo terza opzione.

Il premier britannico, Theresa May, spera di risolvere le divisioni del gabinetto sulla forma della Brexit all’incontro previsto per questa settimana. Il primo ministro ha dichiarato che il Regno Unito pubblicherà un Libro bianco che esporrà “in modo più dettagliato quale forte partnership il Regno Unito vuole avere con l’Unione europea in futuro”. Questa dichiarazione arriva dopo il vertice della scorsa settimana a Bruxelles, dove il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha emesso un “ultimo invito” per il Regno Unito a concordare la sua posizione sulla Brexit, affermando che le questioni “più difficili” erano ancora irrisolte e che erano necessari “rapidi progressi” entro il prossimo meeting previsto per ottobre.

Il corrispondente della BBC, Chris Mason, afferma che Downing Street spera di aver trovato il modo per evitare di rimanere legati all’unione doganale del blocco dei 27 Paesi membri dell’Unione, la questione pratica centrale riguardo il futuro rapporto commerciale del Regno Unito con l’Unione Europea, e una parte significativa della soluzione per mantenere aperto confine con la Repubblica d’Irlanda.

Il Regno Unito lascerà l’Unione il 29 marzo 2019 e si stanno dunque svolgendo da diversi mesi  negoziati per stabilire come saranno le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea. Il governo britannico aveva parlato pubblicamente di due potenziali opzioni sull’unione doganale. La prima prevedeva un partenariato doganale, che significherebbe che il Regno Unito applicherebbe le tariffe e le norme dell’Unione Europea a tutte le merci che arrivano nel Paese e poi consegnerebbe quanto dovuto per le merci che successivamente finirebbero nel Mercato Interno. La seconda opzione, nota come massima facilitazione o max-fac, mirava a impiegare nuove tecnologie per rimuovere la necessità di controlli doganali fisici, ove possibile. Il governo ha ora considerato che entrambe le opzioni sono praticamente o politicamente non conseguibili e sta lavorando a una terza opzione, che si ritiene implichi un “allineamento” con l’Unione per quanto concerne i regolamenti per gli scambi di merci.

Jacob Rees-Mogg, deputato dei Tory, riferisce che rischia una rivolta del proprio elettorato se la Brexit avverrà in modalità diverse da quelle che aveva loro promesso. Scrivendo sul Daily Telegraph, Rees-Mogg ha detto che lui e altri membri del gruppo di eurodeputati Tory che guida, noto come European Research Group, rifiuterebbero un accordo che non equivale a una rottura netta con l’Unione. Come ulteriore segnale di ampliamento delle divisioni tra i conservatori, il ministro degli Esteri, Alan Duncan, ha suggerito che il deputato “insolente” dovrebbe “star zitto”. Rees-Mogg ha inoltre dichiarato che un patto che limita la capacità del Regno Unito di concludere accordi commerciali con altre nazioni o di controllare la migrazione non può essere accettato.

Al contrario, Vicky Ford, un’altra deputata conservatrice, ha riferito che la maggioranza dei parlamentari Tory desidera un “accordo pratico e pragmatico che dia certezza al business e al commercio, non alle motivazioni ideologiche dietro la Brexit”. Vicky Ford ha riferito al programma Today della BBC Radio 4 che una “uscita totale dall’unione doganale non è accettabile per coloro che vogliono sostenere una partnership con l’Unione in futuro”.

Sabato 30 giugno è stato rivelato che il segretario all’ambiente, Michael Gove, ha strappato fisicamente una relazione sull’opzione precedentemente preferita Theresa May per un nuovo partenariato doganale con l’Unione.

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di Redazione

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