Iraq: autobomba esplode a Kirkuk, un morto

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 10:37 in Iraq Medio Oriente

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Una persona è rimasta uccisa dalla detonazione di un’autobomba a Kirkuk, in Iraq, nei pressi di un magazzino adibito alla raccolta delle urne elettorali risalenti alle elezioni nazionali del 12 maggio, due giorni prima dell’inizio del riconteggio manuale dei voti.

Nell’attentato, avvenuto nella mattina di domenica 1 luglio, sono altresì rimaste ferite 20 persone, hanno riferito le forze di polizia locali, le quali hanno aggiunto che, a ogni modo, il deposito che conteneva le urne elettorali non è stato danneggiato. Secondo la ricostruzione della polizia, l’attentatore, alla guida del veicolo, si è fatto esplodere prima di raggiungere l’ingresso del magazzino, dopo che alcuni ufficiali di guardia allo stabilimento avevano aperto il fuoco contro di lui.

Le elezioni irachene,  le prime dopo la sconfitta dello Stato Islamico nel Paese, sono state caratterizzate da violenze, oltre che da presunte irregolarità. Il 10 giugno, un deposito contenente circa la metà delle urne elettorali di Baghdad era stato incendiato in un incidente definito dal primo ministro del Paese, Haider al-Abadi, come “un complotto ai danni della nazione e della nostra democrazia”. Il 6 maggio, ad una settimana dal voto, un candidato era stato ucciso nella propria abitazione, in un attacco rivendicato dall’ISIS. Il 25 maggio, due bombe artigianali avevano preso di mira il quartier generale del Partito Comunista Iracheno, che fa parte del blocco vincitore di Al-Sadr.

Sabato 30 giugno, una commissione di giudici iracheni ha annunciato ufficialmente che si terrà un nuovo spoglio delle urne, il quale avrà inizio martedì 3 giugno, partendo proprio dalla città di Kirkuk. Giovedì 7 giugno, il Parlamento iracheno aveva votato a favore di un nuovo conteggio degli 11 milioni di voti espressi nelle elezioni parlamentari del 12 maggio, a causa di presunte irregolarità. I parlamentari avevano altresì sollevato dall’incarico i 9 membri della Commissione Elettorale indipendente che aveva supervisionato il processo elettorale e che, il 30 maggio, aveva deciso di intervenire, a seguito delle accuse di frode, annullando i voti espressi in 1.021 seggi elettorali. La decisione di contare nuovamente i voti è stata presa a seguito di numerose accuse di frode elettorale; diversi distretti della capitale hanno esposto lamentele riguardo ai risultati delle elezioni. I reclami sono stati sollevati da un certo numero di partiti provenienti da tutto il Paese, nel giorno successivo al voto, e da parte del Governo Regionale Curdo (KRG) e delle province a prevalenza sunnita di Anbar, Salah Al-Din e Diyala.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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