Etiopia-Eritrea: primo incontro dopo 20 anni per discutere la pace

Pubblicato il 27 giugno 2018 alle 11:47 in Eritrea Etiopia

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I due rivali storici del Corno d’Africa, l’Etiopia e l’Eritrea, “hanno aperto la porta della pace” inaugurando la prima visita ufficiale di alto livello tra Asmara e Addis Abeba dopo circa 20 anni. L’incontro tra le delegazioni dei due Paesi si è tenuto martedì 26 giugno, dopo che il ministro degli Esteri eritreo, Osman Saleh, è stato accolto nella capitale etiope dal primo ministro Abiy Ahmed, alimentando le speranze di una prossima riappacificazione. La visita è stata pianificata in seguito alle promesse del premier etiope di rispettare tutti i termini dell’accordo di pace, siglato il 12 dicembre del 2000, dopo una guerra iniziata nel 1998.  

Con una mossa simbolica, Abiy ha dichiarato che l’Ethiopian Airlines riprenderà i voli per l’Eritrea, dopo averli interrotti all’inizio del conflitto, quando furono chiuse anche tutte le relazioni diplomatiche tra i due Paesi. “Per gli etiopi che desiderano andare in una città eritrea a fare una passeggiata, vi chiedo di essere pronti, perché l’Ethiopian Airlines inizierà presto i servizi”, ha riferito il primo ministro senza fornire ulteriori dettagli.  

Nel corso della visita, il ministro degli Esteri eritreo Saleh ha affermato: “Oggi è un giorno di gioia perché due popoli identici e due generazioni sono state separate troppo a lungo. Tuttavia, attraverso varie battaglie, stiamo riaprendo la porta della pace”. Dal canto suo, Abiy ha detto che spera di riuscire a concludere la storica disputa e ha ribadito che, per farlo, deve accettare di cedere il territorio conteso di Badme. Una sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini, istituita ad hoc nel 2000, aveva stabilito che la città di Badme, al confine tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si è sempre rifiutata di accettare questa condizione e le dispute di confine non sono mai cessate. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, Abiy aveva affermato di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme. Nell’incontro di martedì 26 giugno, il primo ministro etiope ha chiarito: “Ci saranno terre scambiate tra i due Paesi, ma ciò non avrà importanza. Quando rafforzeremo le nostre relazioni, non ci sarà più un confine tra noi”.

Atleti olimpici, cantanti, attori e leader religiosi si sono uniti ad Abiy, presso l’aeroporto di Addis Abeba, per dare il benvenuto al ministro Saleh e agli altri funzionari ufficiali, che sono stati accolti con ghirlande di fiori. Le bandiere di entrambi i Paesi sventolavano dai lampioni di Addis Abeba insieme a uno striscione con la scritta “Benvenuto!”. Nessun rappresentante eritreo partecipa a una visita ufficiale per colloqui con il governo etiope dal 1998.

Benché accolta con favore sia dai Paesi dell’Africa orientale sia dalla comunità internazionale, la decisione di Abiy di accettare l’accordo di pace ha incontrato l’opposizione dei veterani di guerra che vivono a Badme e degli abitanti della Regione dei Tigrè, che si trova lungo il confine eritreo. Molti di questi sono preoccupati che i loro interessi vengano minacciati se la città venisse consegnata all’Eritrea. Sabato 23 giugno, una granata è esplosa durante un comizio ad Addis Abeba in sostegno del premier Abiy, uccidendo 2 persone e ferendone 83. I media governativi hanno incolpato dell’attacco gli oppositori delle riforme che il primo ministro sta portando avanti da quando ha iniziato il suo mandato, il 2 aprile 2018, tra cui le privatizzazioni delle compagnie aeree e dei servizi di telecomunicazione e il riavvicinamento all’Eritrea.

L’Etiopia è diventata un Paese senza sbocco sul mare dal 24 maggio 1993, quando l’Eritrea si è costituita come Stato indipendente. 5 anni dopo, i due vicini hanno cominciato una guerra per la demarcazione del loro confine condiviso e, negli anni successivi al 2000, periodici scontri si sono verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU, causando dal 1998 la morte di circa 80.000 persone. Quando Abiy Ahmed è stato installato come primo ministro etiope, nel suo discorso inaugurale aveva menzionato la necessità di riconciliarsi con l’aspra rivale, alimentando le speranze di pace. “Siamo pienamente impegnati a riavvicinarci ai nostri fratelli e sorelle eritrei e a estendere un invito al governo eritreo per avviare il dialogo e stabilire un rapporto”, aveva affermato nel suo discorso al Parlamento.

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Chiara Gentili

di Redazione

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