USA: sospensione della “tolleranza zero” in materia di immigrazione

Pubblicato il 26 giugno 2018 alle 10:52 in Immigrazione USA e Canada

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Il responsabile statunitense della Custom and Border Protection, Kevin K. McAleenan, lunedì 26 giugno, ha annunciato che l’agenzia ha temporaneamente sospeso la consegna e la detenzione dei migranti adulti che attraversano il confine messicano con i propri figli. McAleenan, ha dichiarato che la Custom and Border Protection e il Dipartimento di Giustizia dovrebbero concordare una politica grazie alla quale gli adulti che portano bambini oltre il confine, violando le leggi americane e rischiando la vita, possano essere perseguiti senza una separazione prolungata dai propri figli. Dal momento che l’Immigration and Custom Enforcement non possiede abbastanza spazio di detenzione per l’ondata di famiglie che attraversano il confine, molte famiglie saranno rilasciate, con la promessa di tornare per un processo.

Il responsabile per la sicurezza delle frontiere nazionali ha altresì sottolineato che l’agenzia continuerà a deferire i singoli adulti per l’incriminazione e che genitori e figli saranno separati nel caso in cui il bambino si trovi in pericolo o l’adulto possieda precedenti penali. La decisione di McAleenan porterà ad un ripristino temporaneo dell’approccio di “catch and release” o “cattura e rilascio”, usato durante l’amministrazione Obama, duramente criticato dal presidente Trump, il quale lo ha associato ad ondate di crimine e violenza negli Stati Uniti.

Srah Huckabee Sanders, l’addetta stampa della Casa Bianca, ha dichiarato che anche se formalmente non c’è stato alcun cambiamento ufficiale alla politica di “tolleranza zero”, il governo non ha la possibilità concreta di detenere tutte le famiglie che attraversano il confine illegalmente. Sanders ha poi incolpato i democratici presenti in Congresso per non aver cambiato le leggi sull’immigrazione così da tenere le famiglie di migranti fuori dal Paese, fin dal principio. Come è noto, è stata proprio l’amministrazione Trump ad attuare, agli inizi di maggio, la politica di “tolleranza zero” che ha portato alla separazione delle famiglie al confine.  Infine, l’addetta stampa statunitense ha aggiunto: “Stiamo lavorando per il Congresso, sperando di ottenere più risorse e la possibilità di far rispettare la legge”, sottolineando inoltre la sfida rappresentata dall’attuazione del decreto esecutivo del presidente volto a porre fine alle separazioni familiari.

Allo stesso tempo, il procuratore generale, Jeff Sessions, si è posto in contraddizione con McAleenan e la Sanders, promettendo di continuare con la messa in opera della politica trumpiana di “tolleranza zero”. A conferma di ciò, Sessions ha comunicato ad oltre 1.000 agenti responsabili per le risorse scolastiche a Reno, Nevada, che il rifiuto di perseguire penalmente gli adulti che attraversano il confine illegalmente rappresenterebbe un disservizio per i bambini che portano con loro.

A tal proposito, il presidente Trump ha dichiarato: “Vogliamo un sistema secondo il quale, quando le persone entrano illegalmente, debbano uscire. Un sistema semplice che funzioni. Vogliamo confini forti e non vogliamo alcun crimine”. I processi penali contro gli adulti che attraversano illegalmente il confine messicano verso gli Stati Uniti senza figli hanno continuato senza sosta, lunedì 25 giugno. Al contrario, secondo quanto riportato da alcuni funzionari amministrativi, è possibile che i procedimenti penali degli adulti che arrivano alla frontiera con i propri figli riprendano una volta istituite nuove strutture per ospitare le famiglie in questione.

Jeff Sessions ha annunciato la politica di “tolleranza zero”, il 6 aprile, ribadendo ai procuratori presenti al confine sud-occidentale di attribuire ogni reato di ingresso illegale “nella misura praticabile”. Un mese dopo, Sessions ha annunciato che il Dipartimento della Sicurezza Nazionale avrebbe riferito “il 100% degli attraversamenti illegali al confine sud-occidentale” per attuare procedimenti penali. Tale decisione ha poi portato alle separazioni familiari alla frontiera.

Tale approccio ha scatenato settimane di proteste. Democratici e repubblicani hanno chiesto a al presidente Trump di cambiare orientamento. Secondo quanto riporta il New York Times, dal 5 maggio al 20 giugno, le pattuglie di frontiera hanno denunciato al Dipartimento di Giustizia circa 2.222 adulti con bambini. Ne consegue che, al momento, più di 2.000 bambini rimangono sotto la custodia dell’Ufficio di Reinsediamento dei Rifugiati, un’agenzia all’interno del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani. Diversi funzionari federali stanno lottando per riunire i figli con i loro genitori, alcuni dei quali sono già stati deportati. Lunedi 25 giugno, McAleenan ha dichiarato che 538 bambini in custodia presso la Border Protection, separati dalle famiglie da maggio, sono stati riuniti con i loro genitori. Tuttavia, è importante sottolineare che i bambini in questione non sono mai stati mandati in strutture gestite dal Dipartimento dei Servizi Sanitari e Umani.

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Alice Bellante

di Redazione

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