Media siriani: missili israeliani contro l’aeroporto di Damasco

Pubblicato il 26 giugno 2018 alle 10:09 in Medio Oriente Siria

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Due missili israeliani sono stati lanciati nei pressi dell’aeroporto internazionale di Damasco, nella notte tra il 25 e il 26 giugno, secondo quanto riportato dai media statali siriani.

L’agenzia di stampa siriana SANA, non ha aggiunto ulteriori dettagli sull’attacco, ma attribuisce la responsabilità del lancio di missili alle forze israeliane, “nel quadro del sostegno fornito dall’entità sionista alle organizzazioni terroristiche”. Il portavoce dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha dichiarato, invece, all’Agenzia French Press che “alcuni missili israeliani hanno colpito i depositi di armi di Hezbollah vicino all’aeroporto”. L’attacco aereo è avvenuto alle 1 del mattino, ora locale, “senza provocare enormi esplosioni”. L’osservatorio ha aggiunto che la difesa aerea siriana “non è riuscita a intercettare i missili”. L’attacco arriva a seguito della riconquista, da parte dell’esercito siriano, di centinaia di chilometri quadrati nella zona di Al-Lajat, detenuta dalle forze ribelli, nelle campagne di Daraa e Sweida e nel deserto di Badiya, che si estendono alla periferia di Homs, Damasco e Deir Ezzor.

Da parte loro, le forze di sicurezza israeliane non hanno confermato l’attacco. Tuttavia, secondo quanto riportato dal quotidiano The Times of Israel, domenica 24 giugno, le forze fedeli al regime dell’esercito siriano Bashar Al-Assad avrebbero preso il controllo di una postazione Onu abbandonata nella zona franca tra l’area israeliana e quella siriana delle alture del Golan. La postazione, abbandonata dalle truppe dell’United Nation Disengagement Observer Force (UNDOF), dovrebbe rimanere libera da truppe israeliane e siriane, secondo l’accordo di cessazione delle ostilità tra i due Paesi, firmato a seguito della Guerra del Kippur del 1973. L’UNDOF avrebbe risposto affermando che sono in corso nel sito una serie di lavori infrastrutturali. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato in una dichiarazione che sono “consapevoli di ciò che sta accadendo” e hanno definito i lavori infrastrutturali sul posto come “una grave e flagrante violazione dell’accordo di separazione delle forze”. La dichiarazione dell’IDF, secondo il quotidiano israeliano, suggerisce che Israele potrebbe agire per rimuovere le forze dalla postazione, con la forza.

Le forze armate israeliane stanno portando avanti una serie di attacchi contro obiettivi iraniani, e affiliati all’Iran, in Siria e, secondo quanto riferito da un funzionario americano, Israele avrebbe compiuto un attacco mortale contro una base paramilitare irachena nella Siria orientale il 17 giugno. Inizialmente, alcuni media siriani e al Arabiya English hanno descritto le vittime come appartenenti al regime di Al-Assad e hanno imputato l’attacco alle forze statunitensi. Tuttavia, in seguito, secondo quanto riportato da The New Arab, l’attacco è stato attribuito ad Israele e tra le vittime sarebbero stati identificati almeno 20 combattenti di una forza paramilitare irachena. Israele ha ripetutamente denunciato una crescente presenza militare iraniana nella vicina Siria, che considera una minaccia alla propria sicurezza. 

L’intervento in Siria di forze straniere ha reso ancora più complesso il conflitto siriano. Le forze governative siriane fanno affidamento sul sostegno del gruppo militante libanese Hezbollah e sulle milizie regionali organizzate dall’Iran, per condurre la guerra ai ribelli e ai militanti dello Stato islamico. Grandi aree rimangono comunque fuori dal controllo siriano ai confini con l’Iraq, la Turchia e la Giordania. Questi includono le parti del nord-est detenute dalle SDF a maggioranza curda e frammenti di territorio detenuti dalle forze ribelli nel nord-ovest e nel sud-ovest.

Nella zona sud-occidentale del Paese, dove i ribelli detengono ancora una porzione di terre al confine con Israele e con la Giordania, Al-Assad corre il pericolo di entrare in conflitto con Israele, che intende difendere la propria frontiera da scontri e incursioni, e che ha iniziato a condurre raid aerei in Siria. In tale area, nella notte tra il 9 e il 10 maggio, l’esercito israeliano ha colpito contemporaneamente più di 50 obiettivi iraniani in Siria, causando la morte di 23 persone, di cui 5 soldati governativi, fedeli al governo siriano, in risposta a un attacco lanciato da Teheran contro le alture del Golan occupato. Si è trattato di una delle più grandi operazioni israeliane da decenni, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa israeliane.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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