USA: al lavoro per riunire 2.053 bambini ai loro genitori immigrati

Pubblicato il 25 giugno 2018 alle 12:19 in Immigrazione USA e Canada

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Il governo degli Stati Uniti ha ancora in custodia 2.053 bambini, separati dai loro genitori nell’ambito della politica della “tolleranza zero”, condotta dal presidente americano, Donald Trump, in merito all’immigrazione. Funzionari statunitensi hanno affermato che è in corso un processo “ben coordinato” per riunire le famiglie, molte delle quali, tuttavia, hanno negato l’efficienza, la funzionalità e l’organizzazione del sistema.

Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha risposto a tali accuse pubblicando, nella serata del 23 giugno, una scheda informativa sulla prosecuzione della “tolleranza zero” e la riunificazione familiare, nella quale si attesta che 522 bambini sono già stati riuniti ai genitori dai funzionari di frontiera americani che li avevano in custodia. Questo, ha spiegato un funzionario statunitense, è stato possibile grazie alla rapida conclusione dei procedimenti giudiziari in cui erano coinvolti i genitori dei bambini, che, pertanto, non erano stati ancora trasferiti sotto la custodia del Department of Health and Human Services, dove più di 2.000 bambini rimangono, attualmente, separati dai loro genitori.

“Il governo degli Stati Uniti conosce la posizione di tutti i bambini nella sua custodia e sta lavorando per riunirli con le loro famiglie”, assicura la scheda informativa del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, che ha spiegato che l’amministrazione Trump ha elaborato un “processo” per garantire che i familiari conoscano la posizione dei bambini e abbiano contatti regolari dopo la separazione per assicurare che gli adulti “soggetti a rimozione” siano riuniti con i loro bambini ai fini della “rimozione” stessa. La scheda informativa non chiarisce se genitori e figli saranno riuniti nell’attesa che si concludano i procedimenti di espulsione, né le modalità di riunificazione nel caso in cui i genitori decidano di richiedere asilo, ma consente ai bambini di parlare con un genitore, un tutore o un parente, entro 24 ore dall’arrivo in una struttura gestita dal Department of Health and Human Services. Il comunicato afferma che il centro di detenzione di Port Isabel, in Texas, fungerà da “centro primario per la riunificazione e la rimozione delle famiglie”

La scheda informativa è stata resa nota tre giorni dopo che Trump ha firmato, il 20 giugno, un decreto esecutivo per porre fine alle separazioni familiari dei migranti entrati illegalmente negli Stati Uniti, oltrepassando il confine messicano. Il 24 giugno, tuttavia, Trump ha ribadito la sua politica di “tolleranza zero”, dichiarando che chiunque entri illegalmente negli Stati Uniti deve essere immediatamente respinto e rimandato nel luogo di provenienza senza alcun tipo di processo.

Intanto, secondo quanto riferito dal segretario americano alla Difesa, James Mattis, l’esercito americano è al lavoro per costruire, in due basi militari, campi temporanei dove accogliere gli immigrati. I dettagli relativi alla capienza dei campi e a chi vi verrà ospitato, stanno per essere definiti, ma fonti interne all’esercito hanno riferito, il 21 giugno, che il governo ha parlato di 20.000 bambini. Secondo Mattis, in ogni caso, tale attività conferma il ruolo di supporto alle politiche stabilite dal presidente Trump svolto dalle forze armate e rappresenta “una funzione logistica abbastanza appropriata” per l’esercito.

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di Redazione

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