Siria: forze siriane a guida USA annunciano coprifuoco a Raqqa

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 13:31 in Medio Oriente Siria

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Le Syrian Democratic Forces, che detengono il controllo della città siriana di Raqqa e sono spalleggiate dalle truppe statunitensi, hanno imposto un coprifuoco, della durata di 3 giorni, e dichiarato lo stato d’emergenza nella regione, allertando che i militanti dell’ISIS si sono infiltrati nella città e hanno programmato una campagna di bombardamenti.

Il coprifuoco, che è iniziato all’alba di domenica 24 giugno e durerà 3 giorni, fino a martedì 26, è stato ufficialmente dichiarato nella serata di sabato dalle Syrian Democratic Forces (SDF), sostenute militarmente dagli Stati Uniti. Alcuni testimoni locali hanno avvistato le forze di sicurezza interne alla città di Raqqa, ex roccaforte dello Stato Islamico, mentre allestivano checkpoint e posti di blocco lungo tutta la città, la quale ha subito molteplici devastazioni a causa degli scontri. In base al comunicato ufficiale, lo stato d’emergenza dichiarato nella città rappresenta una misura di protezione. “Il nostro apparato di intelligence ha ricevuto informazioni circa l’infiltrazione a Raqqa di gruppi terroristici dell’ISIS intenzionati a scagliare attacchi e minare la sicurezza della città”, si legge nel dispaccio. Il coprifuoco impedisce a chiunque si trovi all’interno del perimetro di lasciare la città, e viceversa a chi è al di fuori di accedervi.

Due residenti hanno riferito ai media che la città, nelle ultime settimane, è stata teatro di crescenti tensioni tra la popolazione a maggioranza araba e le Syrian Democratic Forces (SDF), controllate da comandanti curdi. Tali turbamenti sarebbero sfociati, nel mese di maggio, in sporadiche proteste cittadine. Suddette manifestazioni, sedate con la forza, erano volte a chiedere che le truppe delle SDF lasciassero la città. Le due fonti locali hanno altresì reso noto che oltre 100mila residenti covano malcontento nei confronti della politica di leva militare obbligatoria per i giovani e lamentano pratiche discriminatorie contro la popolazione a maggioranza araba, le quali sarebbero perpetrate dagli ufficiali curdi che controllano la città. Le Syrian Democratic Forces, formate da un’alleanza di combattenti curdi e arabi, respingono tali accuse, e affermano che i consigli cittadini locali sono regolarmente gestiti dai residenti di Raqqa; esse, inoltre, si dicono esclusivamente votate a risolvere decenni di discriminazioni etniche mosse dal partito siriano al potere, Baath, nei confronti dei cittadini curdi. Un secondo residente locale, il quale è in contatto con alcuni ufficiali sul posto, ha riferito che le recenti operazioni di sicurezza sono volte ad arrestare Thwar al Raqqa, il leader di un gruppo di ribelli arabi affiliati con le Syrian Democratic Forces e scontenti della direzione centrale del movimento. Un precedente tentativo di arrestare il loro comandante, attuato nel mese di maggio e non andato a buon fine, aveva causato nella zona violente rimostranze, mosse dai suoi seguaci.

Fin dalla sua creazione, il 10 ottobre 2015, l’alleanza delle SDF, sostenuta dalla coalizione internazionale a guida americana, ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro l’ISIS in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione ei territori occupati dai jihadisti. Dopo la liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017, le forze curde sono state impegnate nella lotta contro gli ultimi soldati dell’ISIS che si erano rifugiati nelle aree desertiche della Siria orientale. Raqqa è stata riconquistata dopo 4 mesi di scontri e battaglie che hanno causato la morte di migliaia di civili e lo sfollamento della maggior parte della popolazione restante, la quale ha cercato di mettersi in salvo dalle collisioni via terra e dai raid aerei americani via cielo.

Lo Stato Islamico aveva dichiarato la creazione del proprio califfato il 29 giugno 2014, e all’apice del suo potere aveva assunto il controllo di ampie porzioni di Siria e Iraq, abitate da milioni di civili. Il gruppo islamista aveva scelto Raqqa come capitale del proprio Stato autoproclamato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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