Iraq: scontri tra polizia e milizie sciite a Baghdad

Pubblicato il 21 giugno 2018 alle 14:00 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia irachena si è scontrata con una milizia filo-iraniana a Baghdad e ha assediato il quartier generale delle Brigate di Hezbollah, in un confronto che ha avuto come risultato il ferimento di 3 persone.

Le violenze sono scoppiate quando le forze di sicurezza irachene hanno fermato una macchina che trasportava numerosi combattenti delle Brigate Hezbollah, che poi è stata raggiunta da un altro convoglio di militanti, secondo quanto ha riportato un funzionario del Ministero dell’Interno iracheno all’Agenzia French Press, a condizione di rimanere anonimo. “Gli uomini, su cinque veicoli, hanno aperto il fuoco e la polizia ha risposto, due poliziotti e uno dei membri delle Brigate di Hezbollah sono stati feriti”, ha riferito. 

La polizia ha poi rapidamente circondato la sede di Hezbollah a Baghdad, “dove i combattenti si erano rintanati”, ha dichiarato il funzionario. L’assedio è durato fino a quando l’individuo ricercato dalla polizia irachena è stato consegnato alle forze di sicurezza. Le milizie sciite sono state attori chiave nella rimozione della ISIS dalla maggior parte del territorio iracheno e hanno acquisito, in seguito a ciò, un’enorme influenza su alcune regioni. Nello specifico, le Brigate di  Hezbollah combattono in Siria al fianco del presidente Bashar Al-Assad.  

In Iraq, la più estesa tribù locale, gli Shammar, ha chiesto al governo di fornire loro armi, in seguito ai recenti attacchi nella zona da parte dell’ISIS. La città di Mosul e l’area circostante hanno assistito a un’ondata di attacchi da parte dello Stato Islamico nei giorni tra il 18 e il 20 giugno e, secondo fonti locali, almeno 46 persone tra civili, agenti di sicurezza e combattenti sono stati rapiti nelle ultime 72 ore. Tra questi, almeno 20 sarebbero stati giustiziati.  Inoltre, il 18 giugno, 30 civili sono stati rapiti dall’area di Salahuddin, a nord di Baghdad, e si troverebbero adesso in un luogo sconosciuto. Secondo il capo del consiglio di Salahuddin, Ali Nawaf, la maggioranza degli ostaggi proveniva dalla tribù degli Shammar. Nawaf ha aggiunto, inoltre, che i corpi di 7 dei rapiti sono stati ritrovati la mattina del 19 giugno, ammanettati e abbandonati nel deserto.

Alcuni funzionari della città di Mosul criticano l’attuale strategia di sicurezza obsoleta e si aspettano che, in tali condizioni, il numero di attentati aumenti. Questi, richiedono l’attuazione di strategie che utilizzano la raccolta di informazioni in modo da poter sventare agguati prima che abbiano luogo. Un membro del consiglio di Ninive, Ali Al-Hamdani, ha riferito a The New Arab: “Il caos nella gestione della sicurezza del Paese, nel suo complesso, è dovuto a servizi di intelligence deboli e a una mancanza di azioni proporzionate alle minacce affrontate”.

L’Iraq ha dichiarato la vittoria sull’ISIS il 9 dicembre 2017, ma questo continua a condurre attentati, sempre meno sporadici, e a gestire cellule dormienti nel Paese, in particolare nel nord, attorno alla seconda città irachena di Mosul. Negli ultimi mesi si sono verificate numerose azioni terroristiche in Iraq, che hanno interessato le forze di sicurezza e le aree prevalentemente dominate dagli sciiti. Uno di questi ha colpito Tarmiya, un’area a 25 km a nord di Baghdad, il 1 maggio. Inoltre, il 24 maggio, almeno 4 persone sono state uccise mentre altre 15 sono rimaste ferite in un attacco suicida in un caffè nella capitale irachena, dove la gente si era riunita dopo il digiuno giornaliero del Ramadan. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.