Vietnam: esplosione presso stazione di polizia

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 18:00 in Asia Vietnam

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Mercoledì 20 giugno si è verificata una piccola esplosione, dall’origine ancora incerta, nelle vicinanze di una stazione di polizia nella città meridionale di Ho Chi Minh che ha comportato il ferimento di una poliziotta in servizio.

Le immagini dell’incidente, riportate sui principali canali di comunicazione vietnamiti, mostrano i cancelli carbonizzati della stazione di polizia con accanto una motocicletta distrutta stesa sulla pavimentazione della strada. Dalle prime indagini pare che l’esplosione potrebbe essere stata provocata da un malfunzionamento del motore della moto.

L’incidente è accaduto a distanza di dieci giorni dalle proteste che hanno animato la città, rivolte contro una proposta del governo relativa alla creazione di tre zone economiche speciali che garantirebbero prestiti alle compagnie straniere dalla durata di 99 anni. I dimostranti hanno avviato le proteste in tutto il Paese per timore che l’entrata in vigore di tale legge possa favorire le imprese cinesi in un periodo in cui il governo di Hanoi ha forti tensioni con Pechino nel Mar Cinese Meridionale.

Le proteste, tuttavia, sono state immediatamente sedate dal governo che ha provveduto ad arrestare i manifestanti con l’accusa di aver causato disordini pubblici. Attualmente ancora 30 dei 102 manifestanti arrestati si trovano sotto custodia della polizia e le misure di pubblica sicurezza sono state rafforzate.

In merito alla proposta di legge che ha scatenato le dimostrazioni, il governo di Hanoi ha deciso di rimandarne l’approvazione alla fine del 2018. In tale occasione, inoltre, la presidentessa del Parlamento vietnamita ha chiesto ai cittadini di mantenere la calma e ha assicurato che le istituzioni politiche prenderanno seriamente in considerazione il loro parere sulla questione.

Il Vietnam è un Paese tendenzialmente stabile, poco avvezzo a dover gestire proteste a livello nazionale. Una delle più gravi risale al 2016 quando i cittadini insorsero a seguito dell’uccisione di migliaia di pesci lungo la costa centrale del Paese, causata dallo sversamento di materiale tossico nell’acqua da parte di una grande impresa attiva nel settore dell’acciaio.

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Alice Barberis

di Redazione

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