Siria: 52 morti in un raid senza colpevoli

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 17:00 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

52 persone sono morte in un raid aereo nella cittadina di al-Hari nei pressi del confine orientale tra Siria e Iraq. Inizialmente, alcuni media siriani e al Arabiya English hanno descritto le vittime come appartenenti al regime di Assad e hanno imputato l’attacco alle forze statunitensi. Tuttavia, in seguito, secondo quanto riportato da The New Arab, l’attacco è stato attribuito ad Israele e tra le vittime sarebbero stati identificati almeno 20 combattenti di una forza paramilitare irachena.

I combattenti della forza militare irachena di Hashed al-Shaabi, composta principalmente da milizie sciite addestrate in Iran, hanno ricoperto un ruolo importante nella guerra contro gli estremisti sunniti dello Stato Islamico in Siria e in Iraq. Proprio la presenza di tali individui ha scatenato il confronto tra gli Stati Uniti e Israele.

Le autorità siriane e i paramilitari iracheni hanno entrambi indicati gli USA come colpevoli dell’attacco, tuttavia i funzionari statunitensi hanno negato qualsiasi coinvolgimento, puntando invece il dito contro Israele, che si è astenuto dal commentare. Quest’ultimo, nel mese di maggio, ha lanciato un attacco su vasta scala verso “obiettivi iraniani in Siria”, sollevando i timori per uno scontro diretto. Tali offensive sono state lanciate in risposta ad una serie di missili sparati da proxy iraniani in Siria verso le alture del Golan.

L’attacco contro la base di al-Hari è avvenuto 24 ore dopo che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che avrebbe colpito qualsiasi rappresentanza iraniana presente in Siria. Il 17 giugno, durante una riunione di gabinetto a Gerusalemme, il premier israeliano ha ribadito che l’Iran deve ritirarsi da tutto il territorio siriano. A ciò ha aggiunto che lo Stato ebraico sta già prendendo provvedimenti e agirà per contrastare tale realtà. Israele ha conquistato una vasta parte delle alture del Golan della Siria durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967, poi annettendo la zona con l’appoggio della comunità internazionale.

L’Iran è un alleato importante del regime siriano ed è, insieme alla Russia, un sostenitore della guerra civile scoppiata nel 2011. La Repubblica Islamica iraniana è coinvolta in diversi conflitti in Medioriente. Si stima che il Paese abbia speso circa 31 miliardi di dollari negli ultimi anni, in impegni a lungo termine non solo per quanto riguarda il dopoguerra in Siria, ma anche per quanto concerne le elezioni libanesi, che si terranno a maggio, per l’insorgenza dei ribelli Houthi in Yemen e per le milizie sciite in Iraq.

Per quanto riguarda la Siria, l’intervento di forze straniere ha reso ancora più complesso il conflitto presente nel Paese. Le forze governative fanno affidamento sul sostegno del gruppo militante libanese Hezbollah e sulle milizie regionali organizzate dall’Iran, per condurre la guerra ai ribelli e ai militanti dello Stato islamico. Grandi aree rimangono comunque fuori dal controllo siriano nei pressi dei confini con l’Iraq, la Turchia e la Giordania. Queste zone includono le parti del nord-est detenute dalle Syrian Democratic Forces a maggioranza curda e frammenti di territorio detenuti dalle forze ribelli nel nord-ovest e nel sud-ovest.

In tale contesto, l’esercito americano occupa una porzione della regione orientale e nord-orientale, controllata da gruppi curdi che sperano nell’autonomia dal governo di Damasco. L’amministrazione Trump, il 18 maggio, aveva annunciato il ritiro di truppe e assistenza dalla Siria nord-occidentale, dominata da fazioni islamiste, sostenendo che avrebbero concentrato i propri sforzi sulla ripresa e ricostruzione della regione nord-orientale, nelle aree dove le forze statunitensi avevano sottratto territori allo Stato Islamico.

Nella zona sud-occidentale del Paese, dove i ribelli detengono ancora una porzione di terre al confine con Israele e con la Giordania, Al-Assad corre il pericolo di entrare in conflitto con Israele, che intende difendere la propria frontiera da scontri e incursioni, e che ha iniziato a condurre raid aerei in Siria.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.