Qatar: intentato processo internazionale contro Emirati Arabi Uniti

Pubblicato il 16 giugno 2018 alle 13:20 in Emirati Arabi Uniti Qatar

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Il Tribunale internazionale dell’Aia ha indetto audizioni pubbliche, nel mese di giugno, per discutere la causa tra il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. Doha accusa Abu Dhabi di violazioni dei diritti umani, discriminazioni, e una “campagna di coercizione politica ed economica” portata avanti a suo detrimento insieme all’embargo.

Tramite una dichiarazione della Corte Internazionale di Giustizia, il più alto organo giudiziario delle Nazioni Unite con sede all’Aia,  è stato reso noto che il tribunale dell’ONU parteciperà a tre giorni di udizioni pubbliche, fissati a partire dal 27 giugno prossimo, in cui gli avvocati di rappresentanza del Qatar accuseranno pubblicamente gli Emirati Arabi Uniti, i quali avranno la possibilità di difendersi.

Lunedì 11 giugno, il ministero degli Esteri del Qatar ha denunciato apertamente “violazioni dei diritti umani per opera degli Emirati Arabi Uniti, e la loro discriminazione contro il Qatar e i cittadini qatarioti”. Il Paese ha altresì condannato l’embargo pendente da un anno sul Paese, reputandolo un “assedio illegale via terra, mare e cielo ai danni del Qatar, in quanto parte di una campagna di coercizione politica ed economica”. “Le misure illegali imposte dagli Emirati Arabi Uniti hanno distrutto famiglie”, ha reso noto il comunicato, citando un commento del ministro degli Esteri di Doha, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani. “Gli Emirati Arabi Uniti hanno sottratto a compagnie e privati del Qatar risorse e proprietà, e ci hanno negato l’accesso fondamentale all’istruzione, alla sanità e alla giustizia nei loro tribunali”, ha aggiunto al-Thani. A causa di ciò, si legge nella dichiarazione ministeriale, il Qatar ha iniziato a intentare dei processi contro gli Emirati Arabi presso la Corte internazionale dell’ONU con sede all’Aia, la quale ha il compito di dirimere le controversie tra due Paesi. Doha “si rivolge pertanto al tribunale con la massima urgenza, affinché esso ordini ad Abu Dhabi di cessare e desistere da ogni forma di discriminazione contro gli individui qatarioti”. Il comunicato ha a questo punto citato la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (CERD), la quale hanno sottoscritto a suo tempo, il 4 gennaio 1969, entrambi i Paesi coinvolti nella disputa. Doha ha altresì domandato ad Abu Dhabi di compensare il suo atteggiamento con “un pieno risarcimento, che includa anche le riparazioni ai danni subiti in seguito alle azioni degli Emirati Arabi Uniti”.

Gli Emirati Arabi Uniti, insieme all’Arabia Saudita, al Bahrein e all’Egitto, ha tagliato i propri legami diplomatici e commerciali con il Qatar il 5 giugno 2017, a causa del presunto sostegno che il Paese starebbe prestando all’Iran e al terrorismo. Il Qatar, da parte sua, respinge tali accuse, e afferma che l’embargo degli Stati vicini mira a violare la sua sovranità nazionale e tenere a freno la sua volontà di riforme. Dopo un primo momento in cui l’economia del Qatar ha fortemente risentito dell’embargo, a causa della caduta delle esportazioni e il ritiro di miliardi di dollari dalle banche qatariote da parte dei creditori dei quattro Paesi vicini, il Paese, che è il primo esportatore di gas naturale liquido al mondo, è riuscito ad allacciare e sviluppare efficacemente nuove rotte commerciali, e ha investito decine di miliardi di dollari, prelevati dal proprio fondo sovrano, per proteggere i prestatori nazionali. Tuttavia, la crisi politica e internazionale ha avuto ripercussioni sulla vita quotidiana della popolazione qatariota, la quale, in base a un rapporto pubblicato la seconda settimana di giugno, è andata incontro a separazioni di nuclei familiari, ricavi sempre più modesti, difficoltà di accesso a strutture sanitarie, e altri problemi.

La disputa mediorientale ha destato l’interesse mediatico internazionale. Nel mese di gennaio 2018, l’ufficio delle Nazioni Unite addetto alla difesa dei diritti dell’uomo ha accusato i quattro Paesi fautori dell’embargo di aver architettato una campagna di odio ai danni del Qatar, la quale avrebbe incluso minacce di morte indirizzate all’emirato del Paese. Non si sono poi rivelati utili i tentativi di mediazione messi in atto dal Kuwait e da Washington. Gli Stati Uniti dispongono di forti alleanze con ambedue le fazioni, e temono che una scissione tra i cinque alleati di religione sunnita possa andare a vantaggio dell’Iran, il quale sta affermando la sua influenza in tutta la regione mediorientale.

I funzionari dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi hanno affermato che Doha, la capitale qatariota, per essere sollevata dall’embargo, deve ancora soddisfare 13 richieste avanzate dai 4 Paesi limitrofi; tra queste figurano la chiusura dell’emittente televisiva statale Al-Jazeera e l’allentamento dei rapporti bilaterali con Teheran. Il ministro di Stato per gli Affari Esteri degli Emirati Arabi, Anwar Gargash, ha recentemente scritto sul suo profilo Twitter che il Qatar non ha gestito saggiamente tali richieste, aggiungendo che forse, superato un intero anno di embargo, il Paese ripenserà al da farsi e scenderà a più miti consigli.

Le relazioni bilaterali tra Doha e Abu Dhabi sono tese da lungo tempo, e si sono ulteriormente aggravate in seguito a ripetute accuse di violazioni dello spazio aereo qatariota a carico degli Emirati Arabi Uniti. Lo scorso 25 marzo, il Qatar aveva presentato un richiamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti del Bahrein, accusato di aver violato il suo spazio aereo. Non era stata la prima volta che il Qatar aveva rivolto tali accuse agli Emirati Arabi Uniti e al Bahrein. Il 10 marzo, Doha si era rivolta alle Nazioni Unite, affermando che il proprio spazio aereo era stato violato in due distinte occasioni, il 14 gennaio, da un velivolo di trasporto militare di appartenenza agli Emirati Arabi Uniti, e il 26 febbraio, per opera di un secondo velivolo, simile al primo e appartenente al medesimo Paese. In quest’ultima occasione, lo spazio aereo del Qatar era stato violato anche da un aereo da guerra del Bahrein. Precedentemente, il 13 gennaio, Doha aveva presentato un richiamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, accusando un aereo militare degli Emirati Arabi Uniti di aver violato il suo spazio aereo il 3 gennaio. In tale occasione, il velivolo emiratino, diretto verso il Bahrein, avrebbe attraversato una zona economica speciale del Qatar “senza alcuna autorizzazione”. Qualche giorno prima, l’11 gennaio, il Qatar aveva presentato un richiamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, accusando un aereo militare degli Emirati Arabi Uniti di aver violato il suo spazio aereo il 21 dicembre 2017 alle 09.45, ora locale, rimanendovi per almeno un minuto. Lo stesso giorno, Abu Dhabi aveva negato tali accuse.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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