Croazia: più investimenti alla difesa

Pubblicato il 16 giugno 2018 alle 6:00 in Croazia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nella conferenza stampa congiunta con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, la presidente croata, Kolinda Grabar-Kitarović, ha prospettato l’aumento degli investimenti nel settore della difesa. In un incontro tenutosi il 14 giugno a Bruxelles, Stoltenberg e Grabar-Kitarović hanno parlato del contributo della Croazia nella NATO, della situazione generale del sud-est Europa e del summit dell’alleanza atlantica che si terrà l’11 ed il 12 luglio. La leader croata ha dichiarato che il suo governo è ha intenzione di aumentare gli investimenti nel settore della difesa. “Dico investimenti e non costi, perché credo che questo sia un deposito per la sicurezza futura della Croazia, della regione e del mondo”, ha affermato la Grabar-Kitarovic che si è detta anche sicura che il summit di luglio permetterà agli alleati di entrambe le sponde dell’Atlantico di riavvicinarsi. Infine, si è anche congratulata con Atene e Skopje per il raggiungimento dell’accordo sulla modifica del nome della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia in Repubblica della Macedonia del Nord. Da parte sua, Stoltenberg ha dichiarato che sono in programma importanti iniziative per la modernizzazione dell’alleanza atlantica, per rafforzarela difesa collettiva, per migliorare la stabilità degli Stati e per incrementare la cooperazione con l’Unione Europea. Il segretario ha inoltre elogiato la nazione croata per aver deciso di fermare i tagli alle risorse dedicate alla difesa. “Accogliamo favorevolmente la decisione della Croazia di aumentare gli investimenti alla difesa ma credo che questo Paese possa fare ancora di più”, ha dichiarato il segretario generale della NATO. Infine, Stoltenberg ha elogiato gli sforzi di Zagabria per supportare la stabilizzazione della regione sud orientale dell’Europa.

Nel frattempo, il dibattito politico interno in Croazia è stato scosso dalla richiesta dei conservatori di indizione di un referendum per la modifica della legge elettorale, in modo da ridurre l’influenza delle minoranze etniche nel processo politico. La proposta riguarda in particolare la riduzione dei parlamentari dagli attuali 150 a 120 e della rappresentanza delle minoranze all’interno del Parlamento. Il gruppo che ha presentato la richiesta ha stimato che il referendum possa tenersi tra settembre e ottobre 2018. “Ora ci troviamo nella situazione in cuile minoranze possono decidere se far cadere o meno il governo, mentre noi crediamo che esse debbano avere il diritto di esprimersi solo sulle questioni relative alla religione, alla cultura e all’identità”, avrebbe dichiarato Dominik Kzenovic, rappresentante del gruppo People Decides, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa HINA. Attualmente in Croazia i cittadini facenti parte di minoranze sono stimati in 329.000 su una popolazione totale di 4.3 milioni. La minoranza più estesa è quella dei serbi, che rappresentano circa il 4% della popolazione. Il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, ha subito sconfessato iniziativa, affermando che questo tipo di votazione sarebbe incostituzionale.

La petizione è stata sottoposta al Parlamento il 13 giugno. Si tratta di due liste di firme, una composta da 405.342 e l’altra da 407.469, relative a due quesiti, uno per la modifica delle regole elettorali e l’altra per i diritti di voto delle minoranze. Le istituzioni governative devono ora controllare l’originalità delle stesse e la Corte Costituzionale avrà poi 30 giorni per decidere se i quesiti del referendum sono conformi alla Costituzione.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.