Spagna: pronti a ritirare filo spinato dalla frontiera di Ceuta e Melilla

Pubblicato il 15 giugno 2018 alle 6:04 in Immigrazione Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha dichiarato che è intenzione del governo ritirare il filo spinato dal muro di frontiera tra la Spagna e il Marocco a Ceuta e Melilla, le due città spagnole in Nord Africa. Lo stesso Grande-Marlaska ha richiesto uno studio di fattibilità e ha promesso “farò di tutto affinché il filo spinato venga ritirato”.

“Ci sono altri metodi – ha affermato il ministro dell’interno alla radio Onda Cero – si possono adottare altre misure senza abbassarci a questi livelli, francamente inaccettabili”.

“Se parliamo di solidarietà, di rispetto della dignità delle persone, di controllo dei flussi migratorio, perché una cosa non esclude l’altra, aiutandoli nei paesi d’origine, collaborando con le autorità di questi paesi e se, alla fine abbiamo fallito perché non siamo riusciti a controllare l’immigrazione e queste persone sono già al lato della frontiera, allora credo che sia ragionevole ritirare il filo spinato” – ha spiegato Grande-Marlaska.

Il filo spinato utilizzato dalla Spagna per proteggere le sue enclavi in Africa del nord è rinforzato da lame taglienti. Fu installato sul muro di frontiera che separa Ceuta e Melilla dal Marocco nel 2005 per volontà del governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero, che in quel frangente affrontava un’importante ondata migratoria nelle due città e alle isole Canarie. Il 29 settembre del 2005, centinaia di persone tentarono di attraversare il confine illegalmente. La reazione della polizia spagnola e di quella marocchina causò 5 morti e oltre cento feriti.

Nel 2007, sempre per decisione di Zapatero, il filo spinato rinforzato è stato rimosso da una parte della frontiera di Melilla a causa delle ferite che provocava alle persone che cercavano di scavalcare il muro di confine.

Nel 2013 il governo popolare di Mariano Rajoy decise di installare più filo spinato con lame taglienti sul muro di confine, e stabilì di posizionarne anche nella zona “neutrale” che separa il muro da una seconda barriera interna, dove si trovano gli stabili della dogana spagnola. La decisione fu fortemente criticata da organizzazioni umanitarie e dall’opposizione. Già nel 2014 Pedro Sánchez, allora all’opposizione, aveva promesso di ritirarlo qualora fosse diventato presidente.

Nei giorni scorsi il governo di Madrid ha deciso di aprire il porto di Valencia alla nave Aquarius, cui è stato impedito di attraccare a Malta e in Italia. La politica di controllo delle frontiere nordafricane della Spagna è allora divenuta oggetto di dibattito, le dure misure anti-migratorie applicate da Madrid ormai da oltre un decennio, sono infatti considerate una delle ragioni del ricorso da parte dei migranti alla meno sicura “rotta del Mediterraneo”. Molti governi dei paesi dell’Europa meridionale e orientale hanno presentato Madrid come modello da seguire nel controllo delle frontiere e come esempio riuscito di blocco dei flussi migratori. Diverse organizzazioni umanitarie hanno invece criticato la Spagna definita “pronta a sparare sui migranti”.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.