Siria: gas nervino e cloro impiegati negli attacchi del 24 e 25 marzo 2017

Pubblicato il 15 giugno 2018 alle 6:03 in Medio Oriente Siria

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Il gas nervino e il cloro sono stati impiegati negli attacchi del 24 e del 25 marzo 2017 nel villaggio di Latamneh, nella Siria nordoccidentale. È quanto attesta l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), in un report del 13 giugno, trasmesso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In particolare, l’OPWC ha dichiarato che il gas nervino è stato impiegato molto probabilmente come arma chimica nel sud di Latamneh, il 24 marzo 2017. Il cloro, invece, sarebbe stato utilizzato nell’attacco all’ospedale dello stesso villaggio e nell’area circostante, il 25 marzo 2017, secondo quanto risulta dalla missione di fact-finding, condotta dalla stessa Organizzazione. A Latamneh, peraltro, il nervino era stato usato anche nell’attacco del 30 marzo 2017, secondo quanto aveva dichiarato il direttore dell’OPCW, Ahmet Uzumcu, lo scorso anno.

L’attacco del 24 marzo è avvenuto quasi due settimane prima dell’offensiva del 4 aprile al villaggio vicino di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib, che ha causato più di 80 morti, tra cui diversi bambini. Precedentemente si era ritenuto che tale attacco fosse stato il primo in cui il regime siriano aveva impiegato il gas nervino, dopo quello dell’agosto 2013, a Damasco e dintorni, che aveva causato centinaia di vittime. Due giorni dopo l’attacco di Khan Sheikhun, gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili Tomahawk contro una base aerea siriana dalla quale sostenevano che fosse stato lanciato l’attacco.

Le recenti conclusioni dell’OPCW sugli attacchi del 24 e 25 marzo sono basate su testimonianze, analisi epidemiologiche e campioni ambientali. L’ultimo attacco chimico in Siria è quello di Douma del 7 aprile 2018, nel quale sono rimaste uccise 49 persone con il cloro e il gas nervino. La Syrian American Medical Society (SAMS) aveva spiegato che una bomba al cloro aveva colpito l’ospedale della cittadina, uccidendo 6 persone, mentre un secondo attacco, perpetrato utilizzando “agenti misti”, incluso gas nervino, aveva colpito un edificio poco distante. Secondo il vicepresidente della SAMS, nel secondo attacco erano state uccise 35 persone, tra cui, principalmente, donne e bambini. L’attacco di Douma, attribuito dall’Occidente alle forze siriane, ha innescato attacchi missilistici contro i siti delle presunte armi chimiche in Siria da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

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di Redazione

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