Elezioni Turchia: attacco contro deputato AKP, 4 morti

Pubblicato il 15 giugno 2018 alle 12:05 in Medio Oriente Turchia

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Almeno 4 persone sono state uccise e 8 sono rimaste ferite in un attacco avvenuto nella giornata del 14 giugno, nella Turchia sud orientale, durante la visita di un deputato del Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP).

I media statali hanno riferito che alcuni uomini armati hanno attaccato la squadra elettorale di un deputato, Ibrahim Halil Yildiz, membro del partito AKP, lo stesso del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, mentre stava incontrando i leader delle piccole imprese nella città di Suruc, vicina al confine con la Siria. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa, The New Arab, il parlamentare è riuscito a fuggire, ma 4 persone sono rimaste uccise nell’attacco. L’assalto si è verificato a meno di due settimane dalle elezioni del 24 giugno.

Il ministro della Salute, Ahmet Demircan, ha confermato le vittime. “Ci sono persone ferite, è stato offerto loro un primo soccorso, c’è stato bisogno di un’ambulanza aerea, che è stata inviata”, ha dichiarato Demircan. L’agenzia di stampa Anadolu ha riportato che tra le vittime figura il fratello del deputato e che l’attacco è stato condotto da alcuni sostenitori del Partito democratico filo-curdo (HDP). Da parte loro, invece, i media filo-curdi hanno accusato dell’attacco le guardie del corpo del deputato. Suruc è una città a maggioranza curda, in cui si era verificato, il 20 luglio 2015, un attentato che è risultato nella morte di 31 persone.

La situazione in Turchia, alla vigilia delle elezioni, è di massima allerta. Il giorno successivo all’attacco, il 15 giugno, le forze di polizia hanno arrestato 5 persone nella provincia sud-orientale di Diyarbakir. Secondo quanto riporta l’agenzia Anadolu, le autorità avrebbero effettuato gli arresti per sventare i piani relativi a un attacco terroristico, pianificato contro le elezioni turche. Le unità antiterrorismo hanno fermato un’automobile nella città di Kayapinar, nella provincia sudorientale turca di Batman, per indagare sulle attività del PKK, secondo quanto ha riportato una fonte della sicurezza, che ha preferito mantenere l’anonimato. Il PKK è un partito politico e paramilitare curdo attivo in Turchia e nel nord dell’Iraq che è considerato illegale da Ankara. A seguito della perquisizione dell’auto, la polizia ha sequestrato un lanciarazzi, due kalashnikov e diverse munizioni. Gli arrestati sono stati accusati di preparare un attacco terroristico contro alcuni esponenti del Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP).

In occasione delle elezioni del 24 giugno, la Turchia passerà da una repubblica parlamentare ad un sistema presidenziale. I cittadini turchi andranno a votare per selezionare i nuovi membri del Parlamento ed eleggere un presidente con maggiori poteri. Tale passaggio amministrativo è frutto del referendum nazionale del 16 aprile 2017, concluso con la vittoria del “Sì”. Il “Sì”, che aveva ottenuto il 51,3% dei voti, corrispondente a circa 58 milioni di elettori, era la posizione sostenuta dal partito attualmente al governo, l’AKP, fondato dal leader turco, Recep Tayyip  Erdogan, e dal Partito del Movimento Nazionalista (MHP). Il “No”, invece, era sponsorizzato dai partiti di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP) e il partito filo-curdo, il Partito Democratico dei Popoli (HDP), i quali ritenevano che questo cambiamento avrebbe portato alla nascita di un governo autocratico.Il Parlamento ha spostato le elezioni, originariamente previste per il 3 novembre 2019, per i crescenti problemi di instabilità politica presenti nel Paese. La campagna elettorale si svolgerà sotto lo stato di emergenza in corso dal tentato colpo di Stato contro il governo di Erdogan, avvenuto il 15 luglio 2016. I cambiamenti costituzionali entreranno in vigore dopo lo svolgimento delle elezioni parlamentari e presidenziali del 24 giugno. Gli emendamenti apportati alla Costituzione conferiranno al nuovo presidente notevoli poteri esecutivi rispetto all’attuale ruolo prevalentemente simbolico. Al contrario, i poteri del gabinetto e del Parlamento, i principali rami esecutivi e legislativi del sistema politico turco, saranno ridotti.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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